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Giovedì 23 Novembre 2017 | 18:01

Datemi una legge, affosserò l’Italia

Datemi una legge, affosserò l’Italia

di Lino Patruno

«Il termine di cui all’articolo 23, comma 5, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, già prorogato ai sensi dell’articolo 29, comma 11-ter, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, e dell’articolo 5-ter del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, è ulteriormente differito al 30 giugno 2014». Non è Capodanno alla Neurodeliri, nuovo cinepanettone. È un normale provvedimento governativo, riguarda le aziende che gestiscono le autostrade.

UN NUMERO IMMANE - Insomma è semplicemente una delle 150 mila leggi nazionali. Che si sommano alle oltre 43 mila leggi regionali. Che si sommano a un numero incalcolabile di decreti attuativi senza i quali nessuna legge entra in vigore. Che si sommano a un numero incalcolabile di circolari esplicative senza le quali nessun decreto attuativo è applicabile e nessuna legge entra in vigore. Che si sommano a un numero incalcolabile di delibere, regolamenti, comunicazioni, ordinanze senza i quali nessuna circolare esplicativa, nessun decreto attuativo, nessuna legge si pu applicare. Tenendo conto, come l’esempio su capitateci fra capo e collo dimostra, che ogni semplicissima legge è stata convertita, modificata, prorogata e infine ulteriormente differita. E da un anno all’altro, anzi nello stesso anno a conferma della suprema chiarezza di idee in circolazione.

Meraviglia allora che meravigli che l’Italia, più che il Paese di Azzeccagarbugli, sia il Paese meraviglioso in cui per muoverti devi scollarti dall’immane bostik delle leggi nazionali, delle leggi regionali, dei decreti attuativi, delle circolari esplicative, delle delibere, dei regolamenti, delle comunicazioni, delle ordinanze. Una cappa di smog peggio di Milano. E meraviglia che meravigli che in questo Paese meraviglioso il livello di osservanza delle leggi sia in proporzione opposta al loro numero. Tante non perché sia tutto più chiaro, ma perché sia tutto più oscuro.

Non capendoci niente, ciascuno fa come se avesse capito tutto: cioè fa a modo suo. Illegalità anche da incomprensibilità. Magari, come pure si dice, perché le leggi si applichino per i nemici e si interpretino per gli amici. Se proprio non si vuol far peccato a pensare che gli infiniti passaggi per arrivare dalla legge alla sua applicazione siano un’arma nelle mani di chi pare messo lì proprio per non consentire il passaggio se non debitamente facilitato o oliato. Quindi la corruzione, la mazzetta a chi ti deve far andare avanti e non indietro una pratica, un progetto, un affare, un diritto. Un esercito di facilitatori che ti stanno ad aspettare là, dove devi scappare. L’obolo a chi detiene la mitica firma o l’onnipotente timbro o l’inarrivabile nulla osta, a chi domina strategicamente i mille posti di blocco da una stanza all’altra, da un addetto all’altro, da un tavolo all’altro, da una pila all’altra.

NIENTE CICCHE PER TERRA - Così il lunapark delle leggi e della burocrazia che ne detiene le chiavi dell’accesso e del comprendonio costa 70 miliardi l’anno di cose che si potevano fare e non si fanno o si fanno a babbo morto. Non puoi costruire con decenni di ritardo una linea ferroviaria quando i treni già volano su campi magnetici manco fossero padre Pio. Mentre la banda bassotti della corruzione costa ogni anno 120 miliardi che potevano essere usati per creare sviluppo e non ladri. Settanta miliardi più 120 coi quali eravamo Germania non Italia. Per non parlare dei ricorsi al Tar (tribunale amministrativo regionale) che bloccano anch’essi l’ultimo disperato miglio anche di ciò che a sprezzo della biblica apocalisse di leggi e della siderurgica inesorabilità delle tangenti si era riusciti a sbloccare. No Tav, No Expo, No Vaccini, No Immigrazione, No Rotatoria, No e Basta.

Film già visto, perché rivederlo tanto più quanto è immutabile come l’italianorum di mister Trapattoni? Perché non ci vuole una immaginazione alla Harry Potter per immaginare cosa accadrà ora che spunta all’orizzonte del nuovo anno la legge n. 150.001, quella che commina multe da 30 a 300 euro a chi getta per terra un mozzicone di sigaretta, o una gomma da masticare, o uno scontrino. Nessun problema per lo scontrino, tanto non lo rilascia nessuno. Ma cosa si intende per cicca, poco più del filtro o anche mezza sigaretta? E la gomma da masticare, è lo stesso se in confetto o striscia? Urgono decreti attuativi e circolari esplicative.

Circola in questi giorni in Puglia una pubblicità sulla raccolta differenziata dei rifiuti. Il maresciallo Uccio De Santis ordina all’appuntato che sta buttando la carta inutile nell’apposito contenitore di fare prima le fotocopie. Sembra comica, ma descrive l’Italia più dell’inno nazionale.

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