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L'analisi

Il disastro di Sarri

Il disastro di Sarri

Maurizio Sarri

Posso dire che questo è un epilogo triste? Che il Napoli doveva tenere il punto con vigore, con rabbia, pur di non dar retta ai perdenti nati che già domenica s'erano cinti il capo di corone di cipolla e invocavano presunte vittorie? Il calcio non offre scappatoie ai demagoghi. O vinci o perdi.

La sconfitta di Firenze e il pareggio contro il Torino di Mazzarri non offrono scappatoie: le occasioni le avete buttate al vento voi, azzurri; anzi: le ha buttate Sarri. Lo spirito di Hamsik ha resistito fino all'ultimo minuto, le scelte disastrose di Sarri hanno reso impossibile l'ultimo assalto.

Posso dire che questo è un epilogo triste? Che il Napoli doveva tenere il punto con vigore, con rabbia, pur di non dar retta ai perdenti nati che già domenica s’erano cinti il capo di corone di cipolla e invocavano presunte vittorie? Il calcio non offre scappatoie ai demagoghi. O vinci o perdi. La sconfitta di Firenze e il pareggio con il Toro di Mazzarri non offrono scappatoie: le occasioni le avete buttate al vento voi, azzurri; anzi: le ha buttate Sarri. Lo spirito di Hamsik ha resistito fino all’ultimo minuto, le scelte disastrose di Sarri hanno reso impossibile l’ultimo assalto. Lui, inesperto, credeva di arrivare all’ora decisiva con forze fresche, coi ragazzi «tonici» per avere schivato la Champions, la Coppa Italia e l’Europa League.

L’ho detto subito, solo io, che era un suicidio, che voleva dire disarmare i guerrieri; tre giorni fa l’ha detto anche De Laurentiis, pensando anche al danno economico derivante da quelle rinunce; non a quello pensavo, io, ma all’indebolimento,alla frustrazione di giocatori d'alto livello che si vedevano esclusi dai banchetti europei che procurano gloria o comunque denaro. Ci si allena alla sfida finale lottando su tutti i campi, non guardando le Coppe in tivù. Sarri forse ‘ste cose non poteva saperle, venendo da un altro mondo. Dovevano ricordargliele subito il suo presidente e i collaboratori e invece hanno prevalso i leccapiedi, i perdenti nati che lo hanno illuso di essere infallibile. E che vista la mala parata da settimane tentano di procurargli alibi.

A questi ha risposto De Laurentiis, uno che se vuole può dire - alla maniera di Massimino - «c’è chi può e chi non può. Io può». Perché e lui che ha rilevato il Napoli fallimentare di Corbelli e Naldi. È lui che contra populum ha scelto Reja per rinascere, Mazzarri per esistere, Benitez per spendere e Sarri per vincere. Sarri non è arrivato nonostante le invenzioni geniali, le lezioni di calcio impartite a destra e a manca. I ragazzi svuotati di energia sono arrivati nudi alla meta, feriti dalla Fiorentina di

Simeone e dal mediocre Toro di Mazzarri che mi pare di veder lí con quel sorrisino... Peccato. Della Juve dirò un’altra volta. Ha meritato. I suoi tifosi ce l’hanno con Allegri. Piace poco anche a me ma è un vincitore. Omaggi sentiti. Se va via dalla Juve dovrebbe prenderlo De Laurentiis. Cinico con cinico. Il Napoli vincerebbe.

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