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Martedì 16 Gennaio 2018 | 22:05

la storia

Padri «social» alla riscossa
Le storie esilaranti
di un papà in cammino

Giovanni abbaticchio

di RITA SCHENA

Uno specialissimo papà 3.0. Giovanni Abbaticchio è un giovane videomaker barese che diventato padre ha deciso di raccontare la sua esperienza con il piccolo Ludovico, tanto da meritarsi la nomination nel premio «Teletopi» nella categoria «community».
Per chi non lo sapesse «Teletopi» è un premio piuttosto prestigioso, una sorta di oscar del video storytelling online.
«Non ho vinto, ma la soddisfazione è identica – spiega ridendo – non pensavo neanche di essere preso in considerazione».
Giovanni racconta storie, racconta le sue esperienze e le emozioni di un giovane papà (diventato tale a 29 anni) e riversa tutto sui social, in una community che segue entusiasta le avventure del suo «The walking dad story».

«L'idea mi è venuta poco più di un anno fa – racconta con una leggerezza esilarante -, quando dopo il periodo di inserimento all'asilo la maestra mi ha detto: “il bambino sta bene, è felice, te ne puoi andare”. ME NE POSSO ANDARE? Come sarebbe?! Io l'ho cullato, dato la pappa, giocato, cambiato i pannolini ed ora mi si dice che me ne posso andare? Il distacco è stato traumatico, un trauma tutto mio che però mi ha dato l'idea di un racconto ad uso e consumo degli altri papà: la storia di un padre in cammino».
Giovanni è un professionista nel suo ambito, ogni storia confezionata è frutto di impegno, dove la comicità si lega a esperienze serie, magari di padri separati. Guardi i suoi video e ti capita di commuoverti o ridere senza ritegno.
«Le mamme da tempo usano il web e i social per raccontarsi, per condividere esperienze, molto meno i padri. Forse la chiave del seguito che sto avendo è proprio questa. Al momento ho oltre 10mila che mi seguono, mi scrivono, chiedono consigli, io sinceramente a volte mi imbarazzo, non sono un consigliere ma solo un padre e la mia consapevolezza cresce ogni giorno accanto al mio bambino».

Che i padri di nuova generazione siano molto più presenti nella vita dei loro figli, anche in tenera età rispetto a quanto accadeva in passato, è sotto gli occhi di tutti: i papà accudiscono i loro cuccioli spesso meglio delle madri, in una sorta di percorso di genitorialità responsabile impensabile solo fino a trenta anni fa.
«Io voglio vivere mio figlio – sottolinea Giovanni, mentre di sottofondo si sente la vocina di Ludovico che reclama – voglio essere presente. La maternità inizia con la gravidanza, noi arriviamo dopo quando ti ritrovi questo cucciolo tra le braccia e capisci che da quel momento la vita cambia, o ancora dopo la prima volta che ti chiama “papà”».
Una missione quella di Giovanni, racconta ciò che vive, pubblica le sue emozioni di padre, condivide i suoi sbagli, il suo impegno e la Rete lo premia proprio per questa sua genuinità, libera ed autentica.
Con la moglie ha fatto una scelta a tutto campo, vivevano a chilometri di distanza, sono tornanti a Bari quando si sono resi conto che aspettavano un bambino. «Volevamo che nostro figlio crescesse vicino alle sue radici, ai nonni, poi da grande prenderà le sue decisioni».
Intanto restano e resteranno per sempre on line i racconti di un padre e del suo percorso al fianco di un nano che diventa grande, ma che sarà sempre figlio. Racconti leggeri di un papà laureato in pedagogia, che lavora, ma che non disdegna a mettersi a quattro zampe per far ridere il figlio anche dopo una giornata di lavoro.

IL BLOG di «The walking dad»

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