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Martedì 17 Ottobre 2017 | 22:48

contro la demenza senile

«Doll therapy»
a Bisceglie la felicità
è una bambola

cura con la bambola

La «DollTherapy» (in italiano  «Cura della Bambola») fa parte delle terapie non farmacologiche rivolte a pazienti affetti da demenza che presentino i sintomi comportamentali e psicologici tipici della loro patologia. È un trattamento di tipo non cognitivo, ovvero finalizzato alla riduzione di reazioni e comportamenti impropri attraverso tecniche che prevedono la sollecitazione sensoriale ed affettiva. Nel centro anziani «Storelli» di Bisceglie che frettolosamente si tende a chiamare casa di riposo, hanno adottato questo nuovo progetto terapeutico.

Grazie alla disponibilità del direttore generale don Fabio Daddato  - si legge in comunicato - e sotto la guida di un ormai collaudato gruppo di professionisti hanno pensato di inserire fra le varie attività terapeutiche anche una nuova opportunità di recupero per gli ospiti del centro. Nel corso di un meeting  tenutosi lunedì 2 ottobre presso il centro, è stata introdotta la «terapia della bambola».
Ad illustrarla, la psicologa milanese Giusy Carrubba, la psicologa della struttura Marianna Filograsso e l'assistente sociale Mariangela Germinario. Come illustrato dalla Carrubba, la gli effetti di questa terapia non è una cura farmacologica ma si inseriscono scientificamente nella  “Teoria dell’attaccamento”, studiata dallo psicoanalista inglese John Bowlby (come riportato in un articolo pubblicato nel 2014 dalla rivista «Frontiers in Psychologye» e spesso ha consentito di ridurre i dosaggi di alcuni farmaci nel trattamento delle demenze senili e dell'Alzheimer.

Poiché non esistono cure farmacologiche efficaci al trattamento delle patologie che comportano perdite cognitive rilevanti, lo sforzo è orientato a cercare di ridurre le funzioni degenerative ed i disordini comportamentali di chi ne è affetto. La terapia della bambola serve proprio a questo: favorisce sentimenti positivi di attaccamento e sicurezza e porta ad una diminuzione dell'aggressività che si manifesta negli anziani con demenza.

Lo strumento utilizzato nel trattamento non è un giocattolo comune. La Empathy Doll, prodotta interamente in Italia, ha caratteristiche particolari: capelli scomposti, braccia e gambe allargate (quasi a voler abbracciare chi la tiene), peso distribuito (per somigliare ad un neonato), sguardo non diretto (per non mettere a disagio chi la guarda), tratti somatici appositamente studiati per favorire l'accoglimento attivo da parte dell'anziano.

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