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Mercoledì 18 Ottobre 2017 | 04:13

mostra sino al 15 ottobre

C'erano una volta
... i dinosauri
a Ostuni ci sono ancora

Le splendide riproduzioni «rivivono» insieme ai popolari protagonisti del film «l'Era glaciale» all'interno del parco archeologico

dinosauri ad ostuni

OSTUNI - Prorogata sino al 15 ottobre, la mostra «Il mondo dei Dinosauri» con trenta giganti preistorici a grandezza naturale dislocati nel parco archeologico di S. Maria d’Agnano. Il parco archeologico rimarrà aperto nei pomeriggi del venerdì e sabato dalle ore 16 alle ore 19 mentre le domeniche osserverà un’apertura dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 19.

Sono ancora moltissimi i visitatori che si recano a visitare l’Area archeologica dove il direttore scientifico, prof. Donato Coppola, ha avviato una nuova campagna di scavi che hanno già fatto emergere nuovi ritrovamenti, come una ulteriore area culturale databile al Paleolitico finale, ossia a circa 12-10 mila anni fa.

Nel corso dell’estate, sono stati circa seimila i visitatori (forestieri, turisti ma anche gente del posto) che si sono addentrati nel parco archeologico di Agnano attratti dal fascino e dalla curiosità di vedere la «Grotta della Maternità» in cui nel 1991 fu scoperta la «più antica madre» del mondo: la gestante sepolta 28 mila anni fa con il feto nel ventre e i maestosi «dinosauri».

Per fronteggiare l’afflusso di gente, soprattutto di gite turistiche, la direzione ha deciso di tenere aperto il parco archeologico e tutti coloro che si recheranno al sito non solo vedranno l’unica sepoltura di una gestante col feto nel grembo (unici consanguinei di 28 mila anni fa) risalenti al periodo gravettiano del Paleolitico superiore ma anche le 30 imponenti riproduzioni, a dimensioni naturali, del Tyrannosaurus Rex, alto 8 metri, del Triceratopus e del Diplodocus lungo 30 metri.

Tutti gli esemplari si possono osservare così da vicino, quasi da poterli «toccare» e, oltre all’esposizione principale sarà possibile visitarne quella collaterale: « successori dei dinosauri» con riproduzioni di animali resi popolari dal film «Ice Age – L’Era Glaciale» come il mammut e la tigre dai denti a sciabola a noi meno conosciuti. 230 milioni di anni fa iniziava l’avventura di una specie: i dinosauri che nonostante il progredire della storia dell’evoluzione, conquistarono il mondo e lo dominarono, fecendo parte del sistema ecologico fino a che, circa 65 milioni di anni fa, sparirono improvvisamente dal sistema terrestre.

Il parco, quindi, ha suscitato un grande interesse dimostrando di essere un polo archeologico di notevole spessore, capace di fare da traino per la conoscenza dei beni culturali del territorio.

Un successo, sottolinea il presidente dell’Istituzione Museo avv. Michele Conte, che premia gli sforzi fatti dall’intero Consiglio di Amministrazione e dal direttore amministrativo dott. Francesco Pecere per rendere maggiormente fruibile il patrimonio archeologico e culturale custodito nella struttura museale e il sito archeologico.

«Un grande riconoscimento - evidenzia il presidente Conte - da attribuire a tutti gli operatori della cooperativa che gestisce i servizi che da sempre dimostrano grande spirito di disponibilità e dedizione nel lavoro svolto, sia nelle mansioni ordinarie che nell’affrontare e risolvere le criticità. A loro è doveroso esprimere i sinceri ringraziamenti da parte del Presidente e del Consiglio di Amministrazione dell’Istituzione Museo».

Intanto i resti dei due consanguinei più antichi al mondo (la gestante del Paleolitico superiore), dopo le operazioni di scavo e restauro, sono oggi custoditi in una speciale teca nel Museo civico dopo che entrambi gli scheletri sono rimasti sepolti per secoli tra le concrezioni calcaree della grotta di Agnano e questo ambiente unico al mondo, lo si può ancora visitare venendo al parco di Ostuni. [A. Guag.]

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