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Giovedì 14 Dicembre 2017 | 01:48

natura

Nel parco di Ugento
nuova specie di orchidea

Il naturalista Roberto Gennaio l'ha denominata «Serapias apulica uxentina»

nuova orchidea ugento

di PIERANGELO TEMPESTA

UGENTO - Un’orchidea unica nel suo genere fiorisce nel parco naturale «Litorale di Ugento». La scoperta arriva grazie alle ricerche del naturalista di Taviano Roberto Gennaio, che ha voluto dedicare la nuova specie proprio a Ugento, denominandola “Serapias apulica subspecie uxentina”. Gennaio, che alla sua professione di tecnico Arpa del dipartimento di Lecce affianca lo studio della vegetazione, della flora e della fauna del Salento, è coordinatore della sezione Salento del “Giros” (Gruppo italiano ricerca sulle orchidee spontanee) e socio della Società botanica italiana. «Circa tre anni fa - racconta - durante un sopralluogo primaverile nel parco individuai circa 50 piante in piena fioritura di orchidee spontanee terricole appartenenti al genere Serapias. La caratteristica di questo genere molto singolare è quella di avere petali e sepali che, uniti tra loro, formano una specie di casco, o tubo, da cui fuoriesce un petalo più evidente chiamato “labello”, più o meno allungato, a forma di lingua. Un’altra stazione disgiunta, costituita da circa dieci esemplari, è stata successivamente individuata anche in agro di Salve».

Guardando da vicino le piante, Gennaio si è accorto di qualcosa di particolare. «La pianta si presentava robusta, slanciata, di colore rosso-mattone, caratterizzata da una rosetta basale di 5-10 foglie lunghe e lineari di colore verde chiaro, di cui due guainanti lo scapo fiorale di colore rossastro, soffuso di verde, slanciato, alto dai 35 ai 60 centimetri con spiga fiorale più o meno densa portante dai 5 a 15 fiori. I fiori erano piuttosto grandi, di colore rosso-bordeaux, con labello lungo circa cinque centimetri. Ma l’elemento del fiore che subito ha catturato la mia attenzione è stata la “brattea”, una foglia modificata che serve per proteggere il fiore, mai osservata prima di allora nel genere Serapias». Sono stati subito effettuati diversi studi bibliografici e tassonomici e un’analisi morfometrica fiorale (cioè la misurazione dei diversi pezzi fiorali che compongono il fiore). È stata quindi effettuata una comparazione con le specie affini Serapias vomeracea, Serapias vomeracea subspecie longipetala e Serapias apulica subspecie apulica per verificarne l’eventuale appartenenza.

«Mentre venivano escluse le prime due - continua Gennaio - c’erano invece elementi di affinità con “Serapias apulica”, sebbene altri caratteri macromorfologici la distinguevano da questa. L’elemento discriminante era la caratteristica e spropositata lunghezza della brattea che si riscontrava su tutti i fiori di ogni esemplare, con valori che mediamente variavano dai 10 ai 19 centimetri, fino ad allora mai riscontrati nel genere». Una nuova sottospecie, insomma, che in onore a Ugento lo studioso ha voluto denominare «Serapias apulica subspecie uxentina». Si tratta di un’orchidea rara ed endemica del Salento che dovrà essere inserita nel Libro rosso delle piante d’Italia e della Puglia. Ma non si tratta della prima pianta dedicata a Ugento. «Alcuni anni fa - spiega ancora Gennaio - individuai un nuovo e raro ibrido tra “Ophrys bombyliflora” e “Ophrys parvimaculata” che chiamai “Ophrys x ozantina”, proprio per enfatizzare l’importanza del parco e della tutela delle biodiversità e degli habitat. Questa volta invece si tratta di una specie nuova per la scienza: un grande pregio per Ugento e il parco naturale che la ospita».

Per Gennaio, però, non c’è solo la gioia e la soddisfazione per la nuova scoperta. Il naturalista lancia un grido di allarme per il parco di Ugento, «diventato - afferma - un luogo senza tutela, dove regna l’illecito, dove ognuno può fare di tutto, dove non c’è controllo. L’area protetta è diventata una discarica abusiva di materiale inerte, liquami riversati nelle acque con effetti deleteri per l’ittiofauna e per l’igiene, rifiuti speciali e pericolosi, oli esausti minerali e vegetali, eternit, elettrodomestici e parti di auto. Poi ci sono gli incendi, i tagli di alberi e la pesca abusiva con reti e barche nei bacini. Il parco - è l’appello che lancia il naturalista - è un valore aggiunto, che arricchisce anche economicamente chi vi gravita intorno. Pensate cosa sarebbe Ugento se non ci fossero tutte le bellezze della natura. Spero che “Serapias apulica subspecie uxentina” sia la speranza per un coscienzioso cambiamento».

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