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Cabaret

Il tris d'assi proposto
a Bari dalla «Gazzetta»

La locandina de «Il Cabaret»

di Livio Costarella

Il primo è uno dei comici più surreali del panorama italiano, con i suoi non-sense e le graffianti osservazioni sulla società moderna; il secondo è un «poeta catartico», all’occorrenza anche filosofo beffardo o cantastorie scanzonato; il terzo è caratterizzato da una comicità corrosiva, con la tipica mordacità toscana e uno stile inconfondibile. Sono rispettivamente Gene Gnocchi, Flavio Oreglio e Paolo Migone, tre notissimi volti televisivi e campioni della risata, che daranno vita alla rassegna «Il Cabaret», prodotta dalla «Gazzetta» e da «AncheCinema Royal» di Bari (luogo dove si svolgeranno gli spettacoli), in collaborazione con Walter Vruz. Gnocchi farà da apripista sabato 11 marzo, alle 21, con Sconcerto Rock, sabato 18 marzo toccherà a Oreglio con E ci chiamano poeti, mentre Migone sarà in scena il 23 aprile con Completamente spettinato (a condurre la rassegna ci sarà il comico barese Carlo Maretti, info e biglietti: 329.611.22.91, www.anchecinemaroyal.com).

In Sconcerto Rock Gene Gnocchi, che nei primi anni ‘80 ha esordito allo Zelig di Milano (luogo culto dove si sono formati e fatti conoscere al grande pubblico anche Oreglio e Migone) ripercorrerà i fatti imperdibili della sua esistenza, «dai primi lavori - spiega -, quando per il Circo Medrano svolgeva la mansione di andare a recuperare la donna cannone dove la sparavano, ai primi amori, come quell’amante talmente vegana che mangiava il miele solo se le api lo facevano per hobby. E poi gli incontri con il Papa, Ahmadinejad, la nipote di Mubarak, Matteo Renzi ed altri ancora». Il comico emiliano sarà accompagnato sul palco dal chitarrista Diego Cassani.

Con E ci chiamano poeti, invece, Oreglio porterà in scena il «teatro canzone» o «cabaret concerto», una sorta di grande contenitore ideale per quadri d’autore fatti di dissertazioni, osservazioni e analisi satirica e umoristica della realtà, un gioco a tutto campo tra monologhi e canzoni, perennemente in equilibrio tra la rabbia e il sorriso. «Sarà un viaggio divertente che fa tappa sulle grandi e piccole domande della vita di tutti i giorni – dice Flavio -, un itinerario di prosa e musica che sfocia in una sorta di lotta armata del sorriso. Perché parlare, discutere, analizzare, sognare e ridicolizzare sono le uniche armi dei non violenti».

Quanto a Migone, camaleontico e visionario come pochi, sul palco discuterà dell’eterno gioco fra uomini e donne.

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