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Giovedì 19 Ottobre 2017 | 23:58

iniziativa del Fai

I cuori «battono»
a Otranto, Salve e Patù

Centopietre a Patù

Centopietre a Patù

di FLAVIA SERRAVEZZA

La cripta del Padre eterno a Otranto, la torre Pali a Salve, poi l’antico monumento funebre Centopietre a Patù, la cripta basiliana Sant’Antonio Abate a Nardò e la chiesa Santa Maria di Casole a Copertino. Sono i cinque «luoghi del cuore» della provincia di Lecce entrati nella classifica nazionale dei «tesori» da salvare e valorizzare, promossa dal Fondo per l’ambiente italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Un censimento biennale che il Fai organizza dal 2003.
La classifica si basa sulle segnalazioni di cittadini e comitati. Oltre un milione e mezzo i voti raccolti e di questi quasi 162mila dalla Puglia, seconda regione per numero di segnalazioni. L’età media dei partecipanti è di 47 anni.
Con 17.863 voti, la cripta del Padre eterno di Otranto si piazza al 15° posto nella classifica dei luoghi da salvare. Un luogo sconosciuto anche per la gran parte dei salentini, ricavato all’interno di una grotta e che risale probabilmente all’XI-XII secolo. Oggi versa in un pessimo stato: gli arredi e alcuni affreschi sono stati staccati e trafugati, l’ingresso è intralciato dalla vegetazione e la struttura presenta rischi di cedimenti.

Al 120° posto, con 2.598 voti, si piazza invece la torre Pali di Salve, uno degli avamposti di avvistamento fatti costruire da Carlo V nel Cinquecento per arginare le scorrerie dei pirati saraceni. Di essa oggi rimane solo il basamento e agli inizi del 2000 sono iniziati i primi interventi di consolidamento per rallentarne il declino.
Con 2.054 voti si piazza invece al 144° posto il monumento-simbolo di Patù, le Centopietre, risalente al IX secolo d.C., già classificato dal governo come monumento nazionale di seconda classe. Poco più giù, al 157° posto, si trova la cripta basiliana Sant’Antonio Abate situata nella campagna, nei pressi della zona industriale di Nardò. In 1.886 hanno chiesto al Fai di tutelare e promuovere questa piccola cappella rupestre scavata nel tufo, risalente al periodo altomedievale. Infine, tra i luoghi da preservare più votati del Salento c’è anche la chiesa Santa Maria di Casole, sita lungo la strada provinciale che collega Copertino a Nardò: con 1.590 preferenze, si colloca al 184° posto.
Stilata la graduatoria, ora si passa alla seconda fase. L’iniziativa del Fai, infatti, non è solo una classifica sulla carta. Tutti i luoghi che hanno ottenuto almeno 1.500 voti potranno candidare, attraverso il bando che verrà lanciato a marzo, una richiesta di intervento, legata a progetti concreti.

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