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Giovedì 23 Novembre 2017 | 08:39

verde a bari

Orchidee fra le querce
nel bosco della Rossani

orchidea spontanea Ophrys garganica

La Ophrys garganica

di ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - Nel terreno si vedono le tipiche foglie verde scuro e dalla forma allungata. I fiori arriveranno tra un paio di settimane circa. Stiamo parlando della Ophrys garganica, orchidea spontanea pugliese, che nello spazio verde di via Gargasole, all’interno della ex Rossani, ha trovato il suo habitat da tutelare. Circa 50 gli esemplari individuati durante il sopralluogo nell’ambito del percorso partecipativo per la riqualificazione della ex Rossani. Da qui la decisione di organizzare l’«Orchiday» promosso dall’associazione Bosco sociale urbano Bari e dall’aps Masseria dei monelli - Ortocircuito con il patrocinio dell’assessorato comunale all’Urbanistica, per segnalare le piante onde evitare la loro distruzione nel corso dei lavori in procinto di partire.

Ieri mattina volontari, associazioni e due classi degli istituti Elena di Savoia e Panetti hanno partecipato alla giornata di attività nel parco. Oltre alle piante di orchidee ne sono state individuate 50 tra querce, carrubi e altri arbusti. E proprio le querce hanno un grande valore per il futuro di quest’area. Se ne contano circa una trentina di 13 specie diverse fra le 16 presenti in Italia. Alberelli ancora giovani che crescendo diventeranno il nucleo centrale del bosco cittadino. Al termine della mattinata ogni piantina da salvare era stata individuata e messa in sicurezza per garantire che non venga distruzione durante gli interventi per abbassare il muro di via Gargasole e realizzare i varchi di accesso ai circa 4mila mq di giardino. Lavori che dureranno circa 70 giorni e prevedono anche il posizionamento di pannelli per delimitare la zona e renderla sicura.

«È un esperimento di coinvolgimento dei cittadini che prevediamo di replicare anche in altre zone della città – sottolinea l’assessore all’Urbanistica, Carla Tedesco –. Terminati i lavori organizzeremo anche dei workshop per la pitturazione dei pannelli, in modo da renderli belli anche alla vista per chi frequenterà questo parco; uno per il giardinaggio di comunità e uno per autocostruzione di arredi urbani per il giardino».

Un centinaio circa le persone coinvolte. Tra questi naturalmente commercianti e residenti della zona, entusiasti dei primi risultati tangibili di un percorso iniziato oltre due anni fa. In particolare quello che si chiede è di proseguire su questa strada, prestando attenzione in particolare ai più piccoli. «Cerchiamo di lavorare tutti insieme per il bene comune – dice Silvia Maggi, del comitato Amici del Parco Rossani –. Questa zona era diventata deserta e le zone deserte non sono sicure né per chi ci vive né per chi ci lavora. Bisogna rivitalizzarle: è quello che stiamo facendo e speriamo di essere sempre di più».
Le fa eco Gianluca di Candia titolare di uno storico panificio di fronte alla ex Rossani «Fino a poco tempo fa ogni anno la zona era sempre più degradata: poca luce e la presenza di poche persone avevano creato una situazione ideale per chi voleva vivere ai margini della legalità. Ora speriamo nella sua ripopolazione e qualcosa in effetti da un paio di anni inizia a muoversi. Vorremmo condizioni adeguate per crescere i nostri figli, cose semplici che oggi mancano ma che sono necessarie».

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