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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 23:20

la moda

Una «escape room»
per fuggire
la disoccupazione

Mario Carducci

Mario Carducci

di RITA SCHENA

BARI - Invece di scappare da Bari per trovare un lavoro, ha realizzato una «escape room» per avviare una sua impresa e poter vivere nella propria terra. Mario Carducci è un giovane geometra trentasettenne, originario di Gravina, che ormai vive e lavora a Bari, dove da poco più di un mese ha avviato una attività imprenditoriale mutuata dai videogiochi: una escape room, o gioco di fuga dal vivo, nel quale i concorrenti, una volta rinchiusi in una stanza allestita a tema, devono cercare una via d'uscita utilizzando ogni elemento della struttura e risolvendo una serie di enigmi.

«Ho iniziato a lavorare come geometra subito dopo il diploma nel 1998 – racconta Mario –in aziende edili, principalmente in Puglia, Emilia Romagna e Napoli. Nel 2008 inizia la crisi del settore edile, riesco ad essere assunto in una grossa società che realizzava impianti fotovoltaici, che però fallisce nel 2014 e finisco in mobilità come altri 80 dipendenti». Per Mario e la giovane moglie si apre un momento difficile. «Ne ho mandati di curriculum, ma non ho neanche mai ricevuto risposte. Dovevo prendere una decisione, o mi inventavo qualcosa per restare a casa o riempivo una valigia e andavo via. Ho deciso di rimanere tirando fuori dal cassetto un mio vecchio sogno: avviare una impresa tutta mia».

Un azzardo misurato e studiato. «In molti quando non sanno cosa fare si tuffano nel settore agroalimentare e commerciale – sottolinea Mario – ma è un ambito ormai saturo. Tra pub, gelaterie e pizzerie, se non hai una formazione ed esperienze specifiche rischi di fare un buco nell'acqua. Io volevo qualcosa di nuovo. Ho cercato su riviste specializzate e mi colpì un articolo che parlava delle escape room,così decido di approfondire, tanto più che io non sono mai stato un appassionato di videogiochi o cose simili». Mario e la moglie decidono di testare l'esperienza fatta da altri, anche solo per capire se è un progetto che è possibile portare a Bari. È il 2015 e ancora nessuna di queste «stanze da gioco» esistono sul territorio.

«Mi sono confrontato con l'offerta di alcuni franchising, ma limitavano molto la mia libertà, così dopo una attenta analisi dei costi ho incominciato la realizzazione della “mia” escape room». Una costruzione letteralmente e assolutamente fatta in maniera artigianale. Forte anche della sua formazione da geometra, Mario Carducci progetta e realizza riciclando vecchi oggetti, inventandosi gli enigmi e tutti i passaggi per una sala giochi unica. «Ho trovato in strada due porte che erano state gettate vie e le ho restaurate - racconta ridendo – ora sono il mio ingresso».

«Le escape room in giro per l'Italia e il mondo puntano molto sulle storie criminali, tra thriller e horror, temi che sicuramente hanno un grosso impatto emozionale. Io invece volevo creare anche una alternativa, magari per quanti hanno remore a confrontarsi con temi che possono spaventarli, così ho strutturato due differenti percorsi “Il serial killer del Murat” (tanto per non dimenticare il territorio, ndr.) e “I consigli del grillo” mutuando in fantasy la favola di Pinocchio». E il viaggio ha inizio, non da cervello in fuga ma, da imprenditore che scommette sul proprio intuito e sulla voglia di restare per costruire qualcosa. «Le difficoltà ci sono – ammette Mario – le ho vissute prima di questa avventura e oggi. So che la strada è in salita, ma ce la sto mettendo tutta».

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