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Venerdì 18 Agosto 2017 | 03:08

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Alberi come generatori energetici

Alberi come generatori energetici

BRINDISI - Da qualche settimana nei registri dei brevetti internazionali c’è una invenzione tutta Italiana, pugliese e brindisina, che «rischia» di determinare una svolta nel settore dello sfruttamento delle energie rinnovabili facendo diventare obsoleto tutto quanto (dalle pale eoliche ai pannelli fotovoltaici) si è visto finora in materia.
Si tratta della «Tree Life, ideata dall’architetto-paesaggista brindisino Piero Petrosillo, e consiste nell’aver ideato e progettato dei nuovi generatori energetici polifunzionali che, in virtù del loro particolare design per così dire «naturalistico» e della loro polifunzionalità, si caratterizzano non solo per il rispetto dell’ambiente (garantito dallo sfruttamento delle non inquinanti fonti rinnovabili) ma, anche, per il rispetto del valore storico-paesaggistico dei luoghi naturali e urbani in cui le strutture verranno installate.

Si tratta cioè di veri e propri «alberi tecnologici» che - essendo dotati di turbine eoliche capaci di azionarsi con venti dalla ridottissima intensità, ed essendo parzialmente rivestiti con fogliame artificiale in tessuto cellulare fotovoltaico - consentono la produzione energetica da fonti rinnovabili in modo combinato. L’energia prodotta, viene in parte utilizzata direttamente dal fruitore e in parte conservata in batterie interne. Oltre a ciò, gli alberi consentono il raccoglimento in cisterne integrate al manufatto dell’acqua piovana, la quale viene successivamente depurata prima di essere distribuita e utilizzata per vari scopi: dall’abbeveramento di animali o persone, agli usi igienici domestici o per l’irrigazione agricola su aree del pianeta dove risulti impossibile connettersi con la rete idrica pubblica o dove le frequenti siccità non permettano la coltivazione di terreni in determinati periodi dell’anno.
Il congegno frutto dello studio dell’architetto Petrosillo, quindi riesce a produrre e ad accumulare, contestualmente, energia eolica, solare e idrica. Il tutto sotto le «mentite spoglie» di un albero del tutto simile a quelli che abitualmente si possono individuare in un qualsiasi paesaggio.

Una polifunzionalità tecnologica che permette, quindi, di soddisfare attraverso un solo oggetto, tutti i bisogni umani primari per vivere in modo autosufficiente in aree del pianeta prive di allacci energetici e idrici, come ad esempio zone desertiche o scarsamente piovose, zone montane, collinari, piane, agricole e urbane. In aree urbanizzate dotate di tutti i servizi pubblici, il meccanismo consente invece la produzione energetica e idrica rinnovabile, evitando il consumo di risorse planetarie in esaurimento e contribuendo in tal modo all’abbattimento dei livelli di produzione della CO2, gas questo, estremamente dannoso per l’ambiente.
L’utilizzo di questi generatori energetici ibridi, determina un considerevole risparmio economico per il fruitore pubblico e privato, consentendogli l’autoproduzione dell’energia e dell’acqua direttamente consumate. Il prodotto, può essere inoltre messo in rete attraverso la costituzione di parchi eolici e fotovoltaici in scala paesaggio, con vegetazione artificiale combinata con quella naturale.
L’invenzione ha di recente ottenuto i relativi brevetti internazionali ed ha già suscitato l’interesse di diverse aziende di fama mondiale che operano nel settore, in quanto costituisce una vera e propria svolta verso un’innovativa e pioneristica visione dei futuri sistemi per la produzione energetica da fonti rinnovabili. [Antonio Negro]

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