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Venerdì 24 Novembre 2017 | 08:34

mucica & cinema

Giò Sada in Rock dog
«Non andrò
a Sanremo»

Giò Sada

BARI - Porterà con sé la sua nipotina, «è la prima volta che va al cinema», e spera ci siano «tanti bambini ad aspettarlo». Giò Sada, il vincitore della scorsa edizione di X-Factor e reduce dal successo del suo primo album 'Volando al contrario', è oggi al cinema Galleria di Bari. Qui incontrerà il pubblico prima della proiezione di Rock Dog, il film d’animazione diretto da Ash Brannon, di cui Sada canta i brani originali in italiano.
Un’esperienza, racconta Giò in una intervista, «nata per caso ma che sono davvero molto contento di aver potuto fare». Anche perché tra il percorso di Sada e quello di Bodi, il cane tibetano protagonista del film, ci sono alcune similitudini. Giò è nato in riva al mare e Bodi sui monti. Entrambi col sogno di cantare, ma «in una posizione geografica non comoda», spiega Giò che però, a differenza di Bodi, è stato sin da subito supportato dai genitori, anche loro con la passione per l’arte.

«Anche il papà di Bodi alla fine lo inciterà ad andare via e a seguire il suo sogno», dice Giò, «ma all’inizio c'è il solito conflitto genitore-figlio».

Intanto, sia pure 'al contrariò, Giò sembra ormai aver spiccato il volo. Arrivando fino agli Usa con Joe Bastianich per il programma 'Jack on tour'. «Una figata», spiega Sada che è riuscito a evitare uno dei piatti preferiti da Bastianich: «Non potevo mangiare marmellata e banane fritte nel burro. Mi sono rifiutato». L’esperienza, però, «è stata bella e Joe si è rivelata una persona molto tranquilla» anche se «da buon americano crede di essere il più bravo e il più bello: a me - ricorda Sada ridendo - diceva Giò non devi essere gentile, devi solo essere bravo, non serve gentilezza». Un suggerimento che Sada non ha affatto intenzione di ascoltare.

Come anche quello di chi vorrebbe vederlo finalmente sul palco di Sanremo. «Anche quest’anno credo che lo vedrò in tv», spiega Giò, perché «voglio andarci ma con una canzone che spacca tutto, non con un brano così e così: c'è troppa attenzione su quel programma». Da casa, però, farà il tifo per Diego Esposito, «un amico che l’anno scorso arrivò agli 'Home visit' di X-Factor e forse ce la fa ad arrivare a Sanremo Giovani».
A proposito del talent di Sky, a Sada piacerebbe passare il testimone ai Soul System di Alvaro Soler: «Sarebbe la prima volta di una band e di un gruppo di ragazzi di colore - sottolinea - una bella risposta a tutte queste polemiche sull'immigrazione che hanno rotto davvero le scatole. Non se ne può più».
Se invece dovesse scegliere uno dei suoi brani per questo particolare momento storico che vive il Paese, con l’arrivo del nuovo governo dopo il referendum, Giò non ha dubbi: «Isola», dice, «credo sia proprio il pezzo più adatto». (di Vincenzo Chiumarulo, ANSA)

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