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Giovedì 23 Novembre 2017 | 19:40

Nell'Arena GAi Riclotteri»

Stasera a Bari il film
su Varichina (Santa Fara)

Stasera a Bari il film su Varichina (Santa Fara)

di Osvaldo Scorrano

Varichina (rigorosamente con la «i») questa sera «torna» nella sua Bari, dopo l’anteprima in Largo Adua che a fine luglio ha richiamato una folla impressionante di spettatori. Comparirà nel film a lui dedicato, Varichina, nell’arena «Ai Riclotteri» (zona Santa Fara, Bari), che verrà proiettato alle 21. Mentre domani sera è atteso al Gay Village di Roma dove verrà nuovamente proiettato il docufilm di cui è protagonista: lui, Lorenzo De Santis (detto appunto «Varichina») che visse nel quartiere Libertà di Bari a cavallo tra gli Anni ‘70 e ‘80.

Alla proiezione di stasera a Bari saranno presenti i registi Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente, il protagonista Totò Onnis. Con Vladimir Luxuria nel ruolo di conduttore e moderatore.

Il film è uno spaccato della città di quel periodo, quando essere omosessuali era difficile e confessarlo al mondo era impossibile.

Varichina racconta la «vera storia della falsa vita di Lorenzo De Santis», ispirandosi liberamente a un articolo scritto da Alberto Selvaggi, che sarà anche lui presente alla proiezione di stasera, e che venne pubblicato sulla «Gazzetta del Mezzogiorno». Gli sceneggiatori e registi proposero il soggetto all’Apulia Film Commission che ha prodotto e finanziato il docufilm nella sezione «Memoria». Varichina è stato il primo gay barese, e forse italiano, a urlare pubblicamente la sua diversità, a difenderla. Era un personaggio stravagante, deviante, provocatorio, che in una società ancora indietro nella conquista dei diritti civili ebbe il coraggio di fare outing, di rompere i tabù.

A metà strada tra un film e un documentario, questa pellicola di denuncia civile è già stata presentata al notissimo «Biografilm Festival» di Bologna e dopo il passaggio al Festival gay di Roma i registi rivolgeranno l’attenzione alla distribuzione nazionale, perché possa contribuire a combattere l’omofobia.

Palumbo e Barbanente sono partiti dalle dimensioni più intime, private del personaggio, fino ad arrivare alla sua morte (nel 2003 a 75 anni, malato in una casa di riposo), poi hanno aggiunto ricerche sul personaggio , romanzandone in alcuni momenti la vita.

«Io non sapevo nulla di Varichina - dice Mariangela Barbanente, di origini baresi ma romana acquisita - non c’era materiale visivo cui potevo fare riferimento, solo un paio di foto e quella sua lapide».

Antonio Palumbo, attore e regista barese, anche lui fin da giovanissimo a Roma, invece lo conosceva. «Mi è venuta l’idea – dichiara - dopo aver letto l’articolo di Alberto Selvaggi sulla “Gazzetta”, in cui descriveva un personaggio fuori dalle regole e ho pensato subito a un film che raccontasse di un antieroe, che non mettesse in mostra gli aspetti della sua eccentricità, ma che raccontasse la sua diversità con dignità. Senza timori».

Anche l’attore Totò Onnis, che interpreta il ruolo di Varichina con piena aderenza e senza troppo indulgerere al macchiettismo, dichiara di averlo conosciuto, apprezzando il suo modo di essere omosessuale: «La sua sfrontatezza di vivere prendeva a schiaffi il perbenismo e il moralismo dell’Italia di quell’epoca». Accanto a lui nei ruoli delle vicine di casa Ketty Volpe e Federica Torchetti.

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