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«Indiana Jones»
scopre ingresso
di nuovo dolmen

La segnalazione arriva dall’instancabile ricercatore Franco Vaira, un dipendente del Parco Nazionale del Gargano con la passione per le testimonianze del passato

ingresso dolmen

L'ingresso del dolmen

di FRANCESCO TROTTA

MONTE SANT’ANGELO - Scoperto un nuovo dolmen. La segnalazione arriva dall’instancabile ricercatore Franco Vaira, un dipendente del Parco Nazionale del Gargano con la passione per le testimonianze del passato, soprannominato non a caso “l’Indiana Jones” del Gargano. Lui “fiuta” da anni le piste giuste e batte zolla su zolla il terreno della “montagna del sole”. Anche stavolta ha fatto centro. Il racconto della scoperta però lo ha fatto il suo “compagno di avventura”, l’architetto Raffaele Renzulli di Benevento, con una lettera inviata alla «Gazzetta».

«Giorni fa - scrive Renzulli - ho visitato una zona più a monte e distante un centinaio di metri dal sito dolmenico di valle Spadella, zona Galluccio, con l’amico Franco Vaira. Avevo già visitato la zona qualche anno prima in compagnia del prof. Giuseppe De Padova, notando delle coppelle, qualche probabile ipogeo e solchi per la raccolta delle acque. Questa volta, con Vaira abbiamo notato dei frammenti di vasi di argilla probabilmente databili dal periodo neolitico ed eneolitico fino all’età del bronzo, nonché selce lavorata. Continuando la nostra escursione - scrive Renzulli - abbiamo notato ancora alcuni ipogei, rigonfiamenti e depressioni del terreno, coppelle, canalizzazioni che finivano in vasche di raccolta e cerchi formati da massi affioranti dal suolo. Quasi al termine dell’escursione abbiamo visto un tumulo appena affiorante dal piano di campagna, coperto da terreno e vegetazione e con due rotture, una sul colmo e l’altra all’estremità opposta dell’ingresso. Ipotizzo, con una certa probabilità - aggiunge l’architetto - che si tratti di un dolmen a tumulo che presenta un ingresso molto piccolo, di circa 0,40 per un metro, che porta verso un corridoio largo circa 70 cm. e lungo circa 6-7 m. delimitato da grosse lastre in pietra di circa 1,10 m. per 0,50 m. con uno spessore di circa 20-30 cm. e coperto da una falsa volta. Analizzando questi interessanti ritrovamenti così vicini al sito dolmenico di valle Spadella e altri nel sito stesso, già segnalati alla dott. Anna Maria Tunzi, auspico - scrive ancora Renzulli - che la Soprintendenza possa valutare l’opportunità di ufficializzare il sito e compiere ulteriori approfondimenti e ricerche. Seguendo le mie convinzioni e sulla base dei ritrovamenti già effettuati, io continuo le mie ricerche e i miei studi, segnalandone i risultati alle autorità competenti ogni volta che lo riterrò utile. Anche questa volta, infatti, ho già informato e documentato con materiale fotografico quanto sopra descritto sia la soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia di Taranto sia la dott. Tunzi presso il Centro operativo di Bari».

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