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fauna

A Roccanova
trovato ferito
raro scoiattolo

scoiattolo nero

di ANDREA LAURIA

ROCCANOVA - «Scott si sta riprendendo, mangia da solo ed è già quasi autonomo». È questa la notizia che arriva da Erika Ottone, sanitaria del Cras di Policoro dove un piccolo scoiattolo nero è stato ricoverato nei giorni scorsi dopo il ritrovamento in territorio di Roccanova. Scott è il nome datogli dai sanitari, d’accordo anche Vincenzo Appella, giovane roccanovese, che ha fatto il ritrovamento. «Ero a spasso nei pressi del paese – racconta il giovane alla Gazzetta - e quando il mio cane si è fermato ed ha cominciato ad abbaiare vicino a qualcosa come un batuffolo che si muoveva a stento, ho corso ed ho visto un piccolo animale muoversi con difficoltà».
«L’ho subito preso in braccio e pensavo ad una marmotta ma poi ho capito che si trattava di uno scoiattolo», ha continuato nel racconto il giovane, amante degli animali che spesso va a spasso per il territorio in sella al suo cavallo. «Uno scoiattolo nero e con una striscia bianca sul petto era nelle mie braccia. Non potevo crederci. Ero meravigliato, felice, ma anche preoccupato per le condizioni del piccolo animale che era ferito».

«E così come ho fatto in passato quando ho trovato un falco ferito – ha continuato Vincenzo – anche stavolta ho subito avvertito il corpo forestale dello Stato di Senise che a loro volta hanno interessato il Centro di recupero animali selvatici di Policoro che, pur se oggi è senza contributi della Provincia, i suoi operatori sono comunque venuti a prendere l’animale a cui hanno dato cure immediate».

Lo scoiattolo è una specie minacciata e in Basilicata non si conosce bene la sua distribuzione che è comunque segnale di ambiente sano. Questa, hanno fatto sapere dal Cras è la prima segnalazione che arriva da Roccanova. «Ora pur se la Provincia ha chiuso i finanziamenti noi – hanno tenuto a precisare gli operatori del Cras dell’oasi Wwf di Policoro - non possiamo non fare il nostro lavoro».
Ed è per questo che nei prossimi giorni verrà sul posto Egidio Fulco, un naturalista che lavora per l’Ispra come inannellatore e che vorrà parlare con il giovane Appella e conoscere meglio il territorio del ritrovamento. «Questo perché la funzione del centro di recupero - hanno ancora precisato - non è solo quella di salvare gli animali selvatici in difficoltà, ma anche di raccogliere informazioni sul territorio per capire meglio come proteggerli nel loro habitat naturale».

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