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lagopesole

E la Storia
diventa
materia viva

Un sito più unico che raro, tra le tante preziose riserve naturali gestite dal Cfs, in quanto ricco non solo di flora e di fauna, ma anche di storia, miti e leggende

castello di Lagopesole

di GIOVANNA LAGUARDIA


LAGOPESOLE - Storia e natura che diventano materia viva. Accade tra le mura millenarie del castello di Lagopesole, con l’inaugurazione del nuovo centro visite della riserva naturale antropologica Coste Castello, gestita dall’Ufficio biodiversità di Potenza del Corpo Forestale dello Stato. Un sito più unico che raro, tra le tante preziose riserve naturali gestite dal Cfs, in quanto ricco non solo di flora e di fauna, ma anche di storia, miti e leggende che contribuiscono ad alimentare il fascino del maniero federiciano e dei boschi che lo ammantano. Il centro visite ha sede in un’ala del castello precedentemente chiusa al pubblico, che affaccia sul cortile più interno.
All’iniziativa hanno preso parte i bambini della scuola primaria di Lagopesole e i ragazzi di diversi istituti superiori, che hanno preso parte ad iniziative differenziate, in base all’età. Gli alunni della scuola elementare nella sala Normanna del castello hanno potuto compiere una sorta di viaggio nel mondo di Federico II, ma anche nei segreti del mondo animale e vegetale che, ora come allora, fa da cornice al castello; gli studenti degli Istituti Superiori hanno partecipato ad un dibattito con lo scrittore Maurizio De Fino e Costantino Conte, ricercatore del Centro Annali per Una Storia Sociale della Basilicata «Nino Calice», alla scoperta dei segreti e misteri della sepoltura del Re normanno. «L’obiettivo - fanno sapere dal Corpo Forestale dello Stato - è quello di formare giovani sentinelle della natura e un domani adulti responsabili».

«Il centro visite - ha spiegato il responsabile dell’Ufficio Biodiverità di Potenza, Giovanni Adinolfi - potrà essere visitato, previo appuntamento con i nostri uffici, non soltanto per le scolaresche, ma anche per gruppi interessati a conoscere la natura e la storia della Basilicata».
L’iniziativa ha avuto un prologo nella giornata di giovedì, con una visita dedicata alle testate giornalistiche nazionale, sul monte Croccia, altra riserva naturale gestita dal Corpo Forestale dello Stato, che molti la Stonehenge italiana, con la visita al complesso megalitico Petre de la Mola che presenta allineamenti diretti alla posizione del Sole al mezzogiorno ed al tramonto del solstizio d’inverno, e durante gli equinozi ed il solstizio d’estate.
Ieri mattina, prima di arrivare al castello, la visita alle riserve lucane è proseguita con i graffiti preistorici de «I Pisconi» di Filiano.

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