Lunedì 25 Giugno 2018 | 14:13

il racconto

Tra la Grande Muraglia
e la grande illusione

Viaggio nella Cina dei cloni, dall’esercito di Xi’an all’Amleto

Tra la Grande Muragliae la grande illusione
MARCELLO COMETTI
Quell’alba del 24 marzo 1974 il cielo era livido, gonfio di presagi nebbiosi. Dal monte Li scendevano raffiche di vento e di polvere, la pioggia era un miraggio in quell’annata sventurata per i campi. Yang Zhifa uscì come ogni mattina dalla sua casupola di contadino a Litong, 35 chilometri a Est di Xi’an. Era diretto nei campi per scavare sempre più in profondità un pozzo alla ricerca di acqua per le sue coltivazioni. Non sapeva, Yang, di essere in procinto di effettuare una delle scoperte archeologiche più stupefacenti della storia dell’umanità, una scoperta che avrebbe cambiato per gli anni a venire la sua vita e l’aspetto di tutta quella landa desolata.
Affondò la vanga sempre più giù, con decisione, spingendosi nel profondo di quella terra limacciosa, mentre alle sue spalle – muta e imponente – lo osservava la grande collina che custodiva il mausoleo di Qin Shi Huang, il Primo Imperatore, colui che trecento anni prima di Cristo seppe unificare l’intera Cina passando a fil di spada chiunque gli si opponesse. Yang cominciò ad estrarre dalla terra pezzi di argilla lavorati, e non se ne meravigliò più di tanto: da quelle parti quei frammenti erano pane quotidiano per i contadini della zona. Ma un oggetto, un oggetto particolare, lo colpì subito, lasciandolo sbigottito: non un banale frammento ma una testa intera in terracotta, una testa di guerriero dai lineamenti perfettamente scolpiti e dallo sguardo austero, che sembrava fissarlo intensamente.
La più grande scoperta archeologica della storia iniziò così, quasi per un caso fortuito. E quando gli archeologi cinesi avviarono una campagna di scavi a tutto campo, coprendo un’area di 25 chilometri quadrati, progressivamente si resero conto di trovarsi al cospetto di un ritrovamento unico, di inestimabile valore: quegli 8mila manufatti in terracotta, a grandezza naturale, con soldati, acrobati, arcieri, armi, carri, cavalli da combattimento e generali, rappresentavano l’armata segreta del Primo Imperatore, riemergendo duemila anni dopo dalle voragini della terra, sepolti a 35 metri di profondità con le loro fattezze minuziose, con quei volti ognuno diverso dall’altro, con la severità e l’orgoglio di un vero esercito.
Si racconta che i contadini della zona non ricevettero mai un compenso per la scoperta fatta sui loro terreni. Tutti tranne l’astuto Yang Zhifa che ottenne un premio equivalente al suo stipendio di un anno e che per il resto della sua vita si mantenne firmando autografi: sino a pochissimo tempo fa era possibile incontrarlo in un negozio di souvenir appollaiato su una sorta di rudimentale trono, sempre disposto – a pagamento, s’intende – a raccontare la sua favolosa storia. E se la vera ossessione dell’imperatore Qin Shi Huang era la ricerca dell’immortalità – si ipotizza che il suo mausoleo sia rimasto ancora oggi inviolato perché attraversato da fiumi sotterranei di mercurio, l’argenteo metallo che nelle antiche credenze garantiva l’immortalità – si può ben dire che il suo intento si sia realizzato.
Il suo silenzioso e solenne esercito di terracotta rappresenta oggi in Cina una delle attrazioni turistiche più gettonate di sempre, insieme alla Grande Muraglia. A Litong – mezz’ora di autobus da Xi’an – giungono ogni giorno mediamente 30mila visitatori, che sborsano l’equivalente di 20 euro per accedere all’area archeologica ed affacciarsi in stupefatto silenzio sulle tre fosse, ognuna grande come un hangar aeronautico, dove si trovano i soldati. Tutt’attorno, un più che fiorente universo di locali e ristoranti, bar e gelaterie, negozi di souvenir e chincaglierie varie, un corposo indotto che dà lavoro a migliaia di addetti, incluse le centinaia di maestranze che, al di fuori della fabbrica «ufficiale» di riproduzioni dei soldati in terracotta, sfornano a getto continuo cloni perfetti di manufatti che poi verranno venduti nei negozietti di tutta la Cina.
Quello del bengodi dei «cloni» – una sorta di Shangri-La del prodotto copiato, di ogni genere, sino al «falso d’autore» di alta gamma – attraversa da tempo tutto il nostro stereotipato immaginario collettivo sulla Cina. Ma in parte la convinzione è fondata. Lo dimostrano, per esempio, i nugoli di «procacciatori di falso» che circondano come cavallette i turisti (cinesi o occidentali che siano) lungo la trafficatissima e pedonale Nanchino Road nel centro di Shanghai, proponendo veri e propri cataloghi di pelletteria e orologeria. Ma lo dimostrano anche altri episodi. Un esempio su tutti, riportato qualche giorno fa sul quotidiano cinese in lingua inglese Shanghai Daily: lo straordinario, duraturo successo del clone cinese della tragedia shakespeariana di Amleto, qui intitolata Amleto, la vendetta del principe Zi Dan. L’opera calca le scene con enorme seguito di pubblico ormai dal 2005, e ad interpretare il ruolo del pallido prence cino-danese è il veterano Fu Xiru. Sarà lui, insieme al cast della Pecking Opera, a tentare nei prossimi mesi un’operazione culturale assai ardita: in agosto sarà in Danimarca per recitare il suo Amleto cinese – monologo to be or not to be incluso - negli stessi luoghi ove il dramma è ambientato, castello di Kronborg in Helsingor incluso.
Le mille contraddizioni di questo Paese enorme, in tumultuoso movimento, passano anche da questi continui tentativi di contaminazione culturale, che solo un osservatore superficiale potrebbe limitare alla continua, ossessiva presenza dei grandi marchi occidentali nelle vie centrali delle grandi città (tutta l’alta moda, Zara e HM, Apple e Nike, ma anche centinaia di McDonalds, di Starbucks, di Kfc e di Haagen-Dazs, con una stranissima assenza quasi totale della ristorazione italiana). Dietro la vetrina rutilante c’è un’economia che continua a girare a mille. Basti dire che per la prima volta nella classifica dei primi dieci marchi industriali di maggior valore al mondo oggi sono presenti due aziende cinesi: al numero 5 la Tencent (una holding specializzata nel fornire servizi connessi a Internet) e al numero 9 Alibaba, l’Amazon cinese di quel genietto di Jack Ma, il cui patrimonio personale è stimato da Forbes in 43,2 miliardi di dollari Usa.
E allora, per tentare di decifrare l’enorme rebus del dragone cinese (impresa impossibile più che ardua, è giusto saperlo subito) forse può soccorrerci quanto ha scritto qualche giorno fa lo scrittore cinese Yu Hua, l’autore del saggio La Cina in 10 parole (volume proibito in patria): «Negli ultimi trent’anni lo sviluppo ha galoppato nella sua corsa sfrenata come un cavallo imbizzarrito, e noi dietro a inseguirlo, grondanti di sudore. Spesso non eravamo al passo. Adesso la velocità è diminuita, il cavallo è stanco, ha rallentato la corsa. Si sta profilando una nuova realtà, sempre più gente ha a cuore i valori veri. Forse fra individualismo e famiglia troveremo alla fine un equilibrio».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MEDIAGALLERY

Compirono omicidio nel 2014, due arrestati a Bari

Compirono omicidio nel 2014, due arrestati a Bari

 
Prove tecniche aspettando papa Francesco a Bari

Prove tecniche aspettando papa Francesco a Bari

 
Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

Scudetto alla Pink Bari Primavera, è festa grande a Firenze

 
Impresa della Pink Bari Primavera battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

Scudetto alla Pink Bari Primavera
battuta la Juve 4-3 all'ultimo respiro

 
Apricena, una discarica abusiva in pieno parco

Apricena, trovata una discarica abusiva in pieno parco

 
Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

Il vincitore di Sanremo Ermal Meta canta in barese

 
Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

Confiscati beni per 30 mln fatti con un sequestro degli anni '80

 
Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città, invisibili ai turisti

Lecce da «barocca» a «impacchettata»: in restauro due simboli della città

 
La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

La rapina all'Auchan di Taranto ripresa col telefonino

 
Rapina all'Auchan di Taranto, panico tra la gente

Rapina all'Auchan di Taranto, arrestati un 18enne e un 16enne incensurati Vd

 
Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

Carlo Dragonetti, pugliese che diventa star del web in Cina

 

LAGAZZETTA.TV

Meteo TV
Previsioni meteo della settimana

Previsioni meteo della settimana

 
Mondo TV
Il massaggio tradizionale thailandese, tecnica che ha 2500 anni

Il massaggio tradizionale thailandese, tecnica che ha 2500 anni

 
Economia TV
Mossa (Banca Generali): volatilita' mercati legata a algoritmi

Mossa (Banca Generali): volatilita' mercati legata a algoritmi

 
Notiziari TV
Ansatg delle ore 12

Ansatg delle ore 12

 
Italia TV
Ucciso da bomba in auto nel Vibonese, 6 fermi

Ucciso da bomba in auto nel Vibonese, 6 fermi

 
Spettacolo TV
Kidman e Farrell, coppia da horror

Kidman e Farrell, coppia da horror

 
Calcio TV
La Colombia travolge ed elimina la Polonia

La Colombia travolge ed elimina la Polonia

 
Sport TV
Tortu batte Mennea

Tortu batte Mennea