Lunedì 23 Luglio 2018 | 00:24

Lettere alla Gazzetta

Le ossa di San Nicola tra fede e diplomazia

Tanti secoli fa i nostri marinai, devotissimi di San Nicola, si recarono a Myra, in Turchia, e rubarono le ossa di San Nicola per custodirle e venerarle a Bari.
Fu costruita una chiesa monumentale per custodire quello che per i baresi rappresentava un tesoro, cioè le reliquie del santo, che all'unanimità diventò il patrono di Bari.
Ebbene per tanti secoli le ossa miracolose di San Nicola sono state conservate nella cripta della chiesa di San Nicola e sono state venerate dai baresi e dai pellegrini, che ogni anno giungono a Bari nel mese di maggio.
Quelle ossa che trasudano acqua, la Santa Manna, che porta fortuna ai baresi.
Oggi una costola di San Nicola si trova nella Piazza Rossa di Mosca, quella che ospita il Parlamento russo, quel parlamento dove si insediò Stalin, un carnefice che distrusse tutte le chiese esistenti in Russia, quello che abbattette tutti i tesori artistici ritenendoli prerogativa degli aristocratici, quello che cancellò dai musei qualsiasi opera d'arte e ritenne che il popolo avesse diritto di goderne fino al punto di togliere quelle opere dai musei e metterle nella metropolitana di Mosca dove tutti, soprattutto i proletari, potessero ammirarle.
Oggi la metropolitana di Mosca è la più bella del mondo e fu realizzata da quel gran demonio di Stalin.
E quella fu l'unica cosa buona che realizzò quel dittatore comunista.
Tutta questa premessa è tesa ad un fatto di questi giorni: una parte delle le ossa di San Nicola sono state portate a Mosca dal sindaco di Bari e dal presidente della regione Puglia, due esponenti del Partito Democratico, nato dalle macerie del Partito Comunista, e pare che non rientreranno più a Bari, perché moltissimi russi, compreso il suo capo Putin, sono devoti del santo e sarebbero felici di conservare una reliquia di San Nicola nella loro chiesa più bella che trovasi nella loro piazza più importante.
È un impegno molto gravoso e una responsabilità troppo grossa quella che stanno per prendere i nostri più importanti rappresentanti politici e non vorrei essere nei loro panni.
Decidere per conto dei Baresi su quello che hanno fatto i loro avi e sull'orgoglio di avere un santo protettore amato da tanti secoli è un compito difficilissimo e potrebbe causare una ribellione popolare.
Io sono con il magistrato Emiliano, che intende restituire la refurtiva, perché di quella si tratta, ma visto che la refurtiva apparteneva alla Turchia, che non ne ha mai chiesto la restituzione, dal momento che lì vige la religione musulmana, che non ha nessuna simpatia per i nostri santi, ritiene giusto darla in omaggio al popolo russo, che tanta devozione ha per il nostro patrono. In fondo si tratta solo di una costola. Adamo per una costola dette inizio alla specie umana, quella costola che gli dette tanta gioia e felicità, ma che gli costò la perdita del Paradiso.
Orbene Emiliano, con l'avallo di Decaro, sta prendendo una decisione importantissima che potrebbe servire al consolidamento dei rapporti economici con la Russia, nonostante l'embargo stabilito dalla Ue.
Regalano alla Russia una costola di San Nicola nella speranza che da quella costola ricevano in cambio benessere e felicità.
L'economia attuale della Puglia ne ha tanto bisogno!
Le conseguenze faranno parte della cronaca dei prossimi giorni.

Biagio Sannicandro, Bari

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