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Domenica 20 Agosto 2017 | 08:02

Lettere alla Gazzetta

La sanità termometro di democrazia

Premesso che nel nostro Paese è stato costruito uno dei sistemi sanitari pubblici migliori al mondo, lo stesso, al di la delle parole spese per difenderlo, rischia una morte lenta e inesorabile, se non si corre al più presto ai ripari. Le ottime intenzioni dei nuovi livelli di assistenza (offerta vaccini, malattie rare, farmaci costosi gratis per tutti ecc.) si scontrano con la scarsità di risorse economiche dovuta anche a tangentopoli, e con una condizione di diseguaglianza inaccettabile nelle varie Regioni. La percezione della qualità del servizio peggiora di anno in anno: liste d'attesa, pronto soccorso congestionati, malati curati a terra da eroici medici e infermieri.
E' la prima volta dal dopoguerra che l'Istat e l'Istituto superiore di sanità, hanno riscontrato un vistoso aumento della mortalità, insieme ad una diminuzione dell'aspettativa di vita, nonostante i passi avanti fatti dalla ricerca specie per tumori e nuovi metodi di cura. Non va infatti tutto male.
Ci sono ospedali all'avanguardia e centri di eccellenza. Abbiamo ricercatori appassionati, amministratori capaci. Ci sono medici ed infermieri straordinari, costretti a lavorare in condizioni impossibili e, anche umanamente, difficili, vittime anch'essi di una sanità pubblica che non funziona bene anche a causa dei cosiddetti furbetti del cartellino scoperti troppo troppo tardi per una sorta di omertà che lascia pensare ad un menefreghismo a dir poco schifoso. L'accesso a prevenzione e cure di qualità deve essere garantito a tutti, in modo uguale perché la tutela della salute è e deve essere al centro della possibilità delle persone di vivere, di fare scelte libere e di realizzarsi. Ci vuole la volontà di mettere al centro della politica, in primis di quella sanitaria, il benessere dei cittadini. Il buono o cattivo funzionamento della sanità pubblica è un termometro che misura lo stato di salute della democrazia. Su una buona politica sanitaria poggia la possibilità di dare una vita dignitosa a tutti.

Giovanni Spaventa, Castellaneta (Taranto)

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