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Martedì 22 Agosto 2017 | 11:15

Lettere alla Gazzetta

L'elemosiniere in Italia non va mai in vacanza

L’elemosiniere Italia è in perfetta forma. Non passa giorno che non si richieda ai cittadini di donare due euro tramite cellulare o numero fisso componendo il 455... dove si richiede denaro per ogni cosa. Stamattina alla radio un bambino chiedeva denaro per le cure pediatriche presso lo IEO e poi leggo sui giornali che l'istituzione sarà comprata da due imprenditori per la modica cifra di trecento milioni. Anche l'ospedale pediatrico Bambin Gesù richiede l'obolo periodicamente ma poi c'è un cardinale che utilizza il denaro destinato ad esso per scopi personali. Altra colletta chiacchierata è quella che riguarda la ricostruzione delle scuole in Centro Italia distrutte dal terremoto. Raccolti trenta milioni e poi che fine hanno fatto? Si parla di un conto in una banca nota per le sue disavventure finanziarie.
E vai con testimonial, attori , allenatori di calcio e volti noti della tv che promuovono le collette più disparate , ignari come i giornalisti che con due euro compri due chili di pasta e non un caffè al bar come recitano gli spot di accompagnamento. Ho deciso: domani fondo l'associazione per la protezione dell'orso bianco afgano e farò una colletta mediatica. Si pagherà i gestori telefonici che non certo fanno regali e poi l'investimento rientra... eccome! Sembriamo provenire tutti dal pianeta Papalla distante migliaia di anni luce!
Più di venti anni fa iniziò Telethon che si occupava di malattie genetiche e rare. Di esse non se ne occupava alcun imprenditore allora come adesso perché tali malattie non rendevano economicamente. L'interessato però può seguire minuto per minuto l'avanzamento della ricerca perché sia i progetti di ricerca, sia il denaro impiegato è pubblicizzato, reso trasparente.
Certamente la ricerca in Italia è sempre più sottofinanziata ogni anno che passa mentre si trovano 97 milioni per il torneo di golf. Auspicare che lo Stato vigili sulla serietà delle associazioni o soggetti che promuovono questo collettificio, è utopico. Invitare ad esempio le fondazioni che si occupano di cancro ad unirsi piuttosto che moltiplicarsi, facendo moltiplicazioni di raccolte che seminano dubbi leciti, potrebbe dare loro una veste di serietà.
In mancanza di controlli ed autodisciplina, considerato che la povertà in Italia avanza e che lo Stato dovrebbe provvedere esso stesso in modo congruo alla ricerca ed assistenza, viste le pretese di un fisco esoso ed oppressivo, toccherebbe a noi stessi fare una cernita accurata tra richieste di denaro spesso per scopi inesistenti e non dimostrabili. In questa confusione, soffrono Fondazioni serie che vedono diminuire le entrate da parte di un popolo generoso a cui però si tira la classica giacchetta da ogni parte, alle prese con stipendi da fame e continui pagamenti. Ora tocca ad alcuni usufruire dei progressi ottenuti con tali fondi, domani potrebbe essere la volta nostra. E mi ripeto: in questo campo minato vi sono soggetti seri che esercitano un'opera di altissima solidarietà. E anche questo è un investimento che desidereresti fare a fondo perduto, ma che potrebbe, in casi malaugurati, riguardare te stesso guarendoti da mali una volta inguaribili.

Leonardo Damiani, Bari

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