Cerca

LETTERE ALLA GAZZETTA

Insidia tecnologica sempre in agguato

Può accadere che anche durante la notte, mentre dormiamo, sul nostro smartphone arrivi un messaggio. È il gestore del nostro telefono. Ci avverte che siamo abbonati ad uno di quei servizi ai quali non avremmo mai pensato di abbonarci: una serie di barzellette francamente sceme o strisce di cartoni animati...
Il costo di questi servizi, ad una prima lettura appare modesto: 7 euro. Ma si tratta di 7 euro alla settimana, quindi 28 euro al mese.
È un modo truffaldino di fare soldi. Questa storia va avanti da qualche anno e l'Antitrust ha sanzionato i gestori più di una volta ma questi fanno orecchi da mercante e insistono. Nel messaggio c'è un recapito telefonico al quale chiedere la disattivazione del servizio non richiesto. Ma molti abbonati sono distratti, altri guardano con ritardo il messaggio e qualche cosa resta sempre nelle tasche del gestore. E quando qualcuno non ci sta e protesta, gli addetti al telefono mettono in atto una tattica di guerra: alla parola «disattivazione» cercano pretesti o fanno finta di non capire e interrompono la comunicazione.
Opportuno appare allora inviare una mail, ma l'indirizzo postale indicato nel messaggio è inesatto e la nostra lettera indignata non parte. Quello giusto si ottiene rivolgendosi ai servizi di Internet.
Occhio ai messaggi, dunque. Appena alzati dal letto, ma anche durante la giornata, una sbirciatina allo smart non guasta. L'insidia tecnologica è sempre in agguato.

Franco Iusco, Bari

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400