Sabato 18 Agosto 2018 | 18:08

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Dai Carabinieri

Parco Gargano, ladri di legna
fanno strage di 400 querce
«Uno scempio ambientale»

Il gruppo aveva aperto una pista forestale di circa 10mila metri, saccheggiando il territorio e ricavando 280 tonnellate di legna pregiata

Tre ladri di legna sono stati arrestati dai Carabinieri mentre facevano scempio di querce sul Gargano, in particolare nei boschi di San Giovanni Rotondo. In manette sono finiti Angelo Martino, 49 anni, il nipote 35enne Emanuele Martino e il 46enne Matteo Ramunno, di San Giovanni Rotondo, ritenuti responsabili, a vario titolo e in concorso tra di loro, di furto aggravato, ricettazione, danneggiamento aggravato e distruzione di bellezze naturali.

i Carabinieri hanno sorpreso in flagranza di reato i tre soggetti mentre caricavano su due carrelli le sezioni di tronco di numerosi alberi, della specie “quercina” tipo “cerro”, che avevano precedentemente tagliato. L'operazione è stata resa possibile grazie ai quotidiani servizi di perlustrazione ed osservazione effettuati da personale effettivo allo Squadrone Eliportato Cacciatori Sardegna in aree boschive, dove appare molto difficoltoso operare a causa dell’impervietà dei luoghi.

Al gruppo i militari sono giunti dopo aver pedinato i veicoli partiti dalla masserie di proprietà dei Martino che hanno percorso una pista forestale, per poi dividersi per procedere al taglio degli alberi in due zone distinte. I Cacciatori, quindi, procedendo a piedi con “andatura tattica” per diversi chilometri, sono così riusciti a raggiungere i tre senza che questi si fossero accorti di nulla, sorprendendoli in flagranza e procedendo quindi al loro arresto.

Il successivo sopralluogo ha consentito di appurare, anche con utilizzo di tecnologia GPS, che gli arrestati avevano “aperto” una “pista forestale” per circa 10.000 metri circa, con una larghezza media di 2,5 metri, per complessivi 2500 metri quadrati di superficie, e che avevano tagliato ben 400 alberi, asportando un totale stimato di 2800 quintali di legna pregiata, deturpando una delle aree più belle del nostro Paese, quale si può considerare il Parco Nazionale del Gargano.

Il prosieguo dell'attività ha, infine, portato al sequestro, oltre che di 40 quintali di legna già tagliata e sezionata, di altro materiale di illecita provenienza, quale una motosega priva di matricola e altre attrezzature utilizzate per lo scempio, quali i due trattori e i relativi carrelli. I tre sono stati posti ai domiciliari.

IL VICEPRESIDENTE: UNO SCEMPIO - «Il mondo intero riconosce la straordinaria bellezza e unicità della nostra Foresta Umbra, ma qualcuno prova ancora a fare business sfregiando con violenza e senza ritegno i boschi del Parco nazionale del Gargano». Così Claudio Costanzucci Paolino, vicepresidente del Parco.
«Distruggere 400 alberi per ricavare un totale di 2.800 quintali di legna pregiata - continua Costanzucci - significa compiere uno scempio ambientale senza precedenti ai danni del nostro patrimonio boschivo, una bellezza che tutto il mondo ci invidia. Ringraziamo le forze dell’ordine per l’importante azione di repressione, ma quanto è accaduto ci deve interrogare su come ciò sia stato possibile. Il bene comune non si tocca ed è per questo che chiederemo azioni più incisive sul piano preventivo».

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