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Martedì 24 Ottobre 2017 | 02:36

L'inaugurazione

Bari, finalmente l'Auditorium
torna ai baresi dopo 26 anni

Madrina della serata Carla Fracci. I lavori sono iniziati nel 2009. Una lunga serie di contenziosi e intoppi burocratici

E venne il giorno del Conservatorio. Ci sono voluti 26 lunghissimi anni perchè la città (ri)avesse l’unica sala progettata e realizzata esclusivamente per ascoltare musica: acustica perfetta, pianta esagonale, circa 700 posti, adeguamento alle norme di sicurezza e finalmente, dopo 26 lunghissimi anni di intoppi burocratici e ristrutturazione, madrina Carla Fracci, stasera è stata restituita ai baresi.

Si tratta dell’auditorium Nino Rota, annesso al Conservatorio Niccolò Piccinni. Per l'occasione gli allievi del Conservatorio con la direzione del maestro Giovanni Pelliccia hanno eseguito un concerto dedicato a Nino Rota. Carla Fracci, accompagnata dal regista Beppe Menegatti, suo marito, danzò alla Scala la 'Suitè dal balletto 'La stradà, uno dei due brani eseguiti stasera.

«Bari è tutta un fermento di cantieri di edifici che saranno restituiti alla cultura - ha sottolineato il sindaco Decaro presentando la manifestazione - però bisogna recuperare un gap perché tra ricostruzione del Petruzzelli, rifacimento del teatro Piccinni e dell’Auditorium, tre generazioni di spettatori sono state private di luoghi deputati alla loro educazione».

I lavori dell’Auditorium annesso al Conservatorio, dopo il suo trasferimento nella villa Buccierp-Lindemann, furono avviati per volontà di Nino Rita, all’epoca direttore del Conservatorio, nel 1965 e dopo varie interruzioni, per carenza di fondi, fu inaugurato nel 1981 e intitolato a Nino Rota che era morto da due anni. Dopo una decina di anni fu chiuso ed ebbe inizio un lungo iter burocratico per i lavori di adeguamento che sono cominciati nel 2009, sono durati cinque anni con un altro strascico di tre anni e siamo finalmente arrivati all’inaugurazione. I lavori sono costati 7 milioni di euro dei quali 1 milione e 800 mila stanziati dalla Regione Puglia, 3 milioni e 600 mila dalla Provincia e 2 milioni dal Ministero.
L’auditorium è di proprietà demaniale e non può essere gestito da nessun altro ente che non sia il Conservatorio stesso a cui è annesso, che è diretto dal maestro Giampaolo Schiavo, mentre presidente è il prof. Marida Dentamaro. Sarà una gestione - è stato detto - piuttosto elaborata perché è una sala molto ambita e sarà richiesta soprattutto da parte dell’orchestra della della Città metropolitana, che non ha una sua sede.

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