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Far west in centro

Barletta, sparano sull'auto
per rapinare 30mila euro

GIANPAOLO BALSAMO

BARLETTA - A Barletta come nel Far West. Si spara tra la gente e su una strada trafficata, in un tranquillo martedì da «mezzogiorno di fuoco». Erano da poco trascorse le 12.30 quando su via Trani, all’altezza della intersezione con via Amerigo Vespucci, due malfattori in sella ad uno scooter «Beverly» di colore grigio hanno compiuto una rapina in perfetto stile assalto alla «diligenza».
Indossando caschi integrali ed uno dei due armato di pistola, hanno affiancato una Lancia «Ypsilon» bianca condotta da una donna 39enne, risultata essere la figlia del titolare della stazione di servizio «Esso» sita su via Trani, a non molta distanza proprio dal luogo in cui è avvenuto l’«abbordaggio». La donna aveva con sé i soldi incassati durante la giornata del 1 maggio e si stava forse recando in banca per depositarli. I banditi che probabilmente erano a conoscenza di questo particolare, l’hanno seguita a distanza e, giunti in prossimità dell’incrocio, l’hanno affiancata. Per intimorirla e costringerla a fermarsi, uno dei due malfattori ha esploso cinque colpi di pistola (calibro 9 corto) in direzione del parabrezza lato passeggero. I fori nel cristallo lasciano intuire che la conducente dell’auto si è salvata per miracolo. Se all’interno si fosse mossa o avesse cercato di fuggire anziché rimanere pietrificata per la paura, uno di quei proiettili vaganti avrebbe potuto centrarla. E, oltre alla rapina, avremmo documentato una vera e propria tragedia.
Dopo aver esploso più colpi a ripetizione facendo saltare i bossoli sull’asfalto, i banditi hanno rapinato la borsa con i soldi (erano presenti allincirca 30mila euro) e sono fuggiti sempre in sella allo scooter, disperdendosi immediatamente. Sono stati alcuni passanti, avendo udito il fragore del «piombo» esploso, a dare l’allarme. La vittima della rapina, che fortunatamente non ha riportato alcuna ferita ma è rimasta letteralmente paralizzata dalla paura, è stata soccorsa da alcuni passanti e, successivamente, nonostante fosse ancora sotto shock, ha raccontato ai carabinieri della Compagnia di Barletta quanto accaduto.
Sul posto i militari hanno recuperato i cinque bossoli calibro «380 auto», sparati probabilmente da un‘arma modificata visto che i bossoli repertati non presentano i tipici solchi impressi da una canna di pistola rigata. Ulteriori accertamenti balistici, avviati dal personale della Sezione investigazioni scientifiche del Comando provinciale dei carabinieri di Bari, cercheranno ora di accertare sulla base di alcune comparazioni, se la pistola possa aver sparato in altre circostanze.
Per il momento nulla si sa circa lo sparatore ed i banditi. I carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Barletta (ai comandi del capitano Davide Montinaro), coordinati dal sostituto procuratore Alessandro Donato Pesce del Tribunale di Trani, mantengono il massimo riserbo a tal riguardo e non intendono sbilanciarsi. Si sa per certo che, oltre ad aver ascoltato la vittima della rapina e aver raccolto alcune testimonianze, stanno cercando di ricostruire l’accaduto anche dalla visione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti non soltanto nella zona dove si è consumato l’assalto ma anche nella stazione di servizio «Esso» dove la donna aveva ritirato l’incasso.
Non è escluso, comunque, che chi ha agito sapesse con certezza le abitudini dei proprietari dell’area di servizio e fosse a conoscenza dei loro abituali spostamenti. Certo è, dopo questa rapina così efferata che avrebbe potuto coinvolgere innocenti, a Barletta cresce la tensione ed aumenta la preoccupazione.

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