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Lunedì 11 Dicembre 2017 | 22:07

il reportage

Bari, nello zoo del San Nicola la prostituzione è maschile

Uomini e donne si esibiscono in performance all'aperto: via vai di auto e un mercato del sesso che nessuno ferma

di Carmela Formicola


«Amore! E tu che ci fai qui?». Le trans ti chiamano amore, a prescindere. Sono estreme e loquaci. Potrebbero rivelarti tutti i segreti dei loro clienti: «Ah, giornalista. Io ne conosco tre molto bene. Anzi: quattro. Cinque. Ma mica solo giornalisti. Avvocati, medici, professori...».


Intorno allo stadio San Nicola non cambia nulla. Da anni. Dai parcheggi alle complanari, sulla strada per Bitritto e poi ancora indietro, verso Carbonara o ritornando lungo viale Tatarella. Si compra sesso a cielo aperto a tutte le ore, di giorno e di notte, un viavai infinito di clienti, un girone dantesco dove normalità o perversione si confondono. Chi è normale? Quello che va solo con le donne? Chi è perverso? Quello che va con le trans? Chi depravato? Quelli che adescano i ragazzini?

Nel pomeriggio, nello zoo del San Nicola, la prostituzione è sostanzialmente maschile. Sì, ci sono anche le nigeriane, ma non lavorano granché. Rimangono sedute su sedie di fortuna o direttamente sul marciapiede, in un’attesa lenta. Rientriamo nei parcheggi arrivando da Bitritto, un uomo sulla cinquantina è a bordo di una Punto, portiera aperta, ha i pantaloni abbassati e si tocca generosamente. Ci vede ma noi tiriamo dritto. Facciamo il giro molto più ampio ed incrociamo una Toyota bianca che raggiunge la Punto. Parlano, poco, pattuiscono prezzo e prestazione. Poi si spostano insieme, si fermano più in fondo, nell’ampissimo piazzale dei parcheggi, ed aprono le portiere, quasi a fare un separè.

Nella macchia di sempreverde dinanzi al vecchio casolare diroccato (quello reso famoso dal video delle Iene, per intenderci) lavora invece un ragazzo di colore. Dovrebbe essere uno del Cara, ci dicono le trans che a quelli del Cara mal digeriscono, per ovvie ragioni. Minorenne, dicono loro. Chi può dirlo? Certo molto giovane. Sta lì quasi ogni pomeriggio, talvolta ce ne sono anche altri, vengono a piedi da Palese oppure con l’autobus fino al piazzale del Policlinico. Per 5/10 euro garantiscono rapporti orali, per rapporti completi c’è chi prende anche 30 euro. I clienti sono numerosi, uomini di una certa età, per la gran parte.

E che il mercato omosessuale sia in aumento lo si comprende anche dalla presenza occasionale di ragazzi in arrivo dall’hinterland, da Bitritto, Bitonto, Sannicandro, Cassano. Vengono qui quando hanno bisogno di soldi, c’è chi si fa solo toccare, chi prende 15 euro per masturbare il cliente nell’abitacolo dell’auto. «Gli fai una sega e quello ti paga. Dura un quarto d’ora e c’hai i soldi per il weekend»: questo raccontano le trans dei «rivali» in arrivo dai centri della provincia.

Il ragazzo di colore si nasconde tra gli alberi, dunque. Quando ci vede comprende bene che non siamo clienti annoverabili in nessuna delle categorie che frequenta il San Nicola. Così si allontana a piedi. Però tra gli alberi rimane un uomo corpulento, di età imprecisata (non giovane, certo), che non avevamo visto prima. È appoggiato all’auto, sembra solo, ma in ginocchio dinanzi a lui c’è un altro uomo, molto più giovane. Quello che gli sta facendo e fin troppo chiaro, come si vede anche dalle fotografie di Luca Turi, scattate furtivamente. Gli uomini non amano farsi fotografare, a differenza delle trans o delle nigeriane: ti vedono, mentre le fotografi, e rimangono completamente indifferenti.

È sempre pomeriggio quando svoltando ancora dai parcheggi della curva sud verso la tribuna, ci imbattiamo nella solita scena delle auto parcheggiate in modo da incrociare le portiere, tra una nuova 500 e una Smart un ragazzo sta consumando un rapporto orale con un anziano. Nonostante la luce sfavillante del pomeriggio d’aprile, il mercato del sesso a cielo aperto allo stadio San Nicola non conosce fasce orarie. Nè stagioni. C’è sempre qualcuno che gira da queste parti in cerca di merce. C’è sempre merce, di qualsiasi tipo.

I residenti della zona (quelli di Parco Adria ma anche gli abitanti dei nuovi insediamenti lungo viale Tatarella) si lamentano inascoltati dell’osceno movimento. Pattuglie delle forze di polizia? Certo, ci sono. Girano saltuariamente tra i parcheggi, talvolta di pomeriggio, talvolta a tarda sera. Fiutano l’aria e vanno via. «Qualcuno si ferma, è anche carino - le solite trans - Certo che ci sono carabinieri o poliziotti tra i clienti, ma, almeno da noi, vengono quando non sono in servizio. Altre cose... boh! Qui tutto può succedere, amore».

All’imbrunire lo scenario cambia. Molte più nigeriane, molti più clienti che vogliono rapporti sessuali con donne. Ma queste ragazze non sono tutte vittime della tratta? Non sono schiave? Lo dicono le sentenze dei Tribunali d’Italia, non lo diciamo noi: le giovani nigeriane che battono sulle strade d’Italia sono costrette a prostituirsi da organizzazioni criminali feroci. Ai maschi baresi non frega molto. Sono qui, puntuali, ogni sera al tramonto, se le caricano in macchina, se le portano nelle zone più interne, rispetto alla strada. Venti minuti, 20/30 euro (a seconda della prestazione) di norma col preservativo.

Sulla complanare, al bivio verso la Madonna della Grotta, una magrissima nigeriana (minorenne? certo troppo giovane per stare qui) «lavora» fino a tarda ora. È sola e i fari delle automobili la illuminano a giorno. È nuova della zona (presumibilmente del mestiere), rimane ferma in attesa che accada qualcosa. Quando ci avviciniamo, vedendo una donna al volante sembra sollevata. Sorride. «Ciao», non aggiunge altro, non parla l’italiano. Da queste parti le nigeriane, minorenni e no, possono avere fino a 15 rapporti al giorno. Tutti i giorni.

Le transessuali, almeno stando ai loro racconti, sono quelle che guadagnano di più, dai 30 ai 100 euro, pur avendo un minor numero di rapporti. Ma per 100 euro il cliente se ne deve andare davvero soddisfatto (una delle nostre fonti dice: «Se ne deve andare sdrumato»). La loro tecnica è ben nota. Arrivano allo stadio a bordo di proprie autovetture, si fermano all’imbocco dei parcheggi, spengono il motore e accendono le quattro frecce. In quell’auto sai che c’è una trans. I suoi clienti sono uomini, saltuariamente coppie. «Molti sono bravissime persone, vengono qui per rilassarsi e per parlare». Cioè, non chiedono sesso in cambio? «Sì, ma con noi non è una cosa squallida, che non ti guardi nemmeno negli occhi. Sì ti pagano, ma c’è un po’ di sentimento».

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Commenti all'articolo

  • pietrolecce

    11 Aprile 2017 - 22:10

    Apparteniamo a un paese dove lo stato e' assente e' Bari ne e' l'esempio dove sta il prefetto,dove sta il questore,dove sta il comandante provinciale dei carabinieri e ancora piu' grave dove sta il sindaco come ho elencato tutte le autorita'a tutti i livelli non sono in grado di svolgere i propri compiti in poche parole il nostro e' un paese allo sbando.

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  • pino

    11 Aprile 2017 - 16:04

    Porci deviati malati di mente: Dio vi fara' fare presto una brutta fine!@

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