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Lunedì 22 Gennaio 2018 | 13:25

Dopo la strage di agosto

Mafia garganica, arresto bis
per due presunti armieri

L'ordinanza di custodia notificata in carcere a Giovanni Putignano, 39 anni, di Torremaggiore, e Angelo Bonsanto, 28, di Lesina, in cella già da tre mesi

Arresto bis per due presunti componenti di un gruppo di fuoco arrestati dai Carabinieri nel Foggiano due giorni dopo la strage di agosto scorso a San Marco in Lamis in cui furono uccise quattro persone. I militari del Reparto operativo hanno notificato in carcere una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Giovanni Putignano, 39 anni, di Torremaggiore, e Angelo Bonsanto, 28, di Lesina, per i reati di detenzione e porto abusivo illegali di armi da fuoco e ricettazione.

Le indagini hanno accertato la responsabilità in capo ai due arrestati per la detenzione e il porto abusivo di due pistole tipo revolver, una “Smith & Wesson” calibro 357 magnum, e una “Arminius” calibro 38 special, entrambe perfettamente funzionanti, con la matricola abrasa e complete di 6 cartucce ciascuna. I due furono arrestati l'11 agosto in un garage di Torremaggiore, insieme ad altre due persone una dei quali “vicino” alla batteria “MORETTI-PELLEGRINO-LANZA” di Foggia, perchè trovati in possesso di un'auto e di uno scooter risultati rubati, di tre pistole cariche e pronte a fare fuoco, maschere, guanti e altri oggetti per il travisamento, e pertanto bloccati quando erano ormai pronti a partire per compiere un’azione di fuoco.

Proprio grazie ad ulteriori, approfonditi accertamenti, gli investigatori sono riusciti a mettere in relazione le due pistole - già all'epoca recuperate e sequestrate in due circostanze diverse - con Putignano e Bonsanto, stabilendo che i due ne avevano la piena disponibilità, nonostante fossero state abilmente celate in luoghi non direttamente riconducibili agli indagati.

In particolare una pistola era stata rinvenuta in un nascondiglio ricavato in un blocco di cemento posto a copertura di un torrente in una zona rurale di Torremaggiore. La seconda, invece, era stata lanciata dal finestrino dell’autovettura su cui viaggiavano i due indagati alla vista di uno dei numerosi posti di controllo attuati nell’area di San Severo e poi casualmente recuperata da un cittadino che l’aveva subito consegnata alla locale stazione Carabinieri.

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