Lunedì 18 Giugno 2018 | 05:50

TU NON CONOSCI IL SUD

L'Italia di "Tutti a casa"

L'eroismo per caso fa la nostra Storia. A Venezia il restauro del capolavoro di Comencini

Tu non conosci il Sud

Oscar Iarussi

Oscar Iarussi

Un mondo nel verso di Bodini. Il Sud guardato da un altro verso.

L'Italia di "Tutti a casa"

Alberto Sordi in "Tutti a casa" (1960)

«Signor colonnello, accade una cosa incredibile... I tedeschi si sono alleati con gli americani. Ci stanno attaccando!». È una delle memorabili battute di Alberto Sordi in Tutti a casa di Luigi Comencini (1960), la cui copia restaurata e integrata con alcuni frammenti tagliati a suo tempo sarà proiettata stasera in «prima» mondiale a Venezia. Una preapertura di rilievo per la Mostra del cinema diretta da Alberto Barbera.

Il film con l’indimenticabile sottotenente Innocenzi, uno dei personaggi più riusciti nella galleria italiana di Albertone, restituisce il caos e le speranze degli avvenimenti successivi all’8 settembre 1943 e, di lì a poco, delle «quattro giornate di Napoli». Ha ragione Sergio Toffetti, coordinatore della Cineteca Nazionale che ha promosso il restauro, quando ricorda che «Tutti a casa fotografa il disorientamento del popolo italiano di fronte al “ribaltone” meglio di qualunque analisi storica. Innocenzi intraprende il suo viaggio spinto da un insieme di coraggio e di viltà, di disincanto e di umana pietà, trasformando il capolavoro di Comencini (ideale contraltare del Paisà rosselliniano) in una fondamentale testimonianza dell’identità italiana».

Comencini per ironia della sorte era nato nel 1907 a Salò dove il fascismo in feroce declino si arroccò nella Repubblica sociale italiana a partire dall’autunno del fatale 1943. Il regista era figlio di un ingegnere presto trasferitosi a Parigi. Nella temperie della capitale francese il giovanissimo Luigi «scoprì» il cinema e cominciò a coltivarne la passione, prima di intraprendere gli studi di Architettura a Milano dove mosse i primi passi quale critico e dove in seguito avrebbe fondato la Cineteca Italiana insieme con Alberto Lattuada.

Nella prefazione alla sceneggiatura di Tutti a casa, Comencini scrive: «Non è un film di guerra. È un viaggio attraverso l’Italia in guerra compiuto da quattro uomini allo sbando (quattro “stupidi” senza soldi) che vogliono ritornare a casa. Sordi non è un vigliacco, ma un ufficiale che tiene immensamente al proprio grado e che fino alla fine cerca di compiere quello che ritiene il proprio dovere. L’unico problema è che, senza saperlo, non ha capito nulla» (Tutti a casa. Un film di Dino De Laurentiis, Salvatore Sciascia ed., 1960, premessa di Alberto Bevilacqua).

Riconsiderato oggi, a oltre mezzo secolo di distanza, Tutti a casa appare vivido, commovente e divertente, mentre suona logora l’etichetta di «neorealismo rosa» o qualunquista (oggi si direbbe pop) che fu affibbiata a Comencini dalla critica ideologizzata dell’epoca dopo i clamorosi successi di Pane, amore e fantasia e Pane, amore e gelosia nella prima metà degli anni ’50. Vero è che nelle sue opere c’è un’attenzione verso le ragioni del pubblico che spesso è assente nelle pellicole postbelliche dei capiscuola Rossellini, Visconti, De Sica, Zavattini, ma questa corda in Tutti a casa non è affatto un limite, anzi. Per esempio, la scena della scala per salire in cima al campanile sulla quale i fuggitivi si arrampicano al ritmo dell’Ave Maria recitata dalle donne in chiesa (in modo che la preghiera copra il rumore alle orecchie dei soldati tedeschi) e quella della polenta al misero desco con l’ufficiale americano che tenta di «usurpare» la salsiccia centrale, riescono a stemperare la drammaticità delle situazioni con un sorriso amaro.

Certo, è la cifra tipica degli sceneggiatori Age e Scarpelli, autori della sceneggiatura con Marcello Fondato e lo stesso Comencini. Ma conta sopratutto una rilettura della storia nazionale che elegge l’«eroismo per caso» a carattere italiano non occasionale, come già si era visto un anno prima - nel 1959 - in La grande guerra di Mario Monicelli, riferito al primo conflitto mondiale, e in Estate violenta di Valerio Zurlini. In tempi di «guerra fredda» Usa-Urss e di arcigne opzioni tra due campi, questa mitezza italiana pronta a darsi e a farsi coraggio non poteva essere apprezzata in pieno. Eppure Tutti a casa la coglie e la immortala nello struggente sguardo del geniere Ceccarelli (Serge Reggiani) prigioniero sul camion quando intravede il balcone coi panni stesi della sua povera dimora napoletana. D’altro canto, ecco il «Signorsì» di Sordi / Innocenzi (nomen omen?) rivolto al partigiano che gli ordina di sparare sui nazisti nella scena finale del film. La gerarchia è saltata e nella babele dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 (il cartello conclusivo del film avvisa che siamo al 28 settembre delle Giornate di Napoli), il Nostro finalmente ha cominciato a capire. Sebbene non vi sia alcunché da capire nei momenti più tragici di «uno scandalo che dura da diecimila anni», come racconterà Comencini portando sullo schermo La storia di Elsa Morante (a Venezia giusto trent’anni fa, 1986).

Comencini sa cogliere l’Italia più autentica, colta e popolare al tempo stesso, di là dai suoi limiti e dalla sua vanagloria, e spesso con lo sguardo candido e acutissimo dell’infanzia. Tale qualità sarà all’apice nello sceneggiato televisivo Le avventure di Pinocchio (1972) che rinverdisce il classico di Collodi e diventa a sua volta un classico (il che non gli era riuscito con Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano del 1969). Senza dimenticare che il protestante valdese Comencini si misurò con il cattolicesimo in Cercasi Gesù (1982), intuendo, col senno di poi, la valenza predicatoria del giovane comico Beppe Grillo che in quel film caustico veniva scelto per prestare il volto a un Cristo «moderno».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MEDIAGALLERY

Mondiali robotica, il video spot dei 5 piccoli geni baresi per andare in Canada

Mondiali robotica, il video spot dei 5 piccoli geni baresi per andare in Canada

 
Le emozioni di Vasco:Il meglio del sold out al San Nicola di Bari

Le emozioni di Vasco: il meglio del sold out al San Nicola di Bari

 
Corri di notte con la GazzettaIl 29 c'è la Bari Night Run T-Roc

La corsa notturna Vd
della «Gazzetta»
torna la Bari Night Run

 
Corri di notte con la GazzettaIl 29 c'è la Bari Night Run T-Roc

Corri la sera con la «Gazzetta»: il 29 giugno c'è la Bari Night Run Video

 
Taranto, truppe schierate sul Mar Piccolo: ecco la Battaglia tra Normanni e Bizantini

Taranto, ecco sul Mar Piccolo la Battaglia tra Normanni e Bizantini

 
Bari, treni in ritardo fino a due ore: l'attesa dei passeggeri sui piazzali della stazione

Bari, treni in ritardo fino a due ore: l'attesa dei passeggeri sui piazzali della stazione

 
Ospedale San Paolo, l'acqua inonda il laboratorio analisi al piano interrato

Ospedale San Paolo, l'acqua inonda il laboratorio analisi Video

 
Foggia, si finge genitore e rapina dipendente di una scuola

Foggia, si finge genitore e rapina dipendente di una scuola Video

 
Bari, piogge e allagamenti, città in tilt: Palagiustizia sott'acqua, fan di Vasco in ostaggio

Bari, piogge e allagamenti, città in tilt: Palagiustizia sott'acqua, fan di Vasco in ostaggio

 

LAGAZZETTA.TV

Mondo TV
Angelina Jolie si commuove tra le rovine di Mosul

Angelina Jolie si commuove tra le rovine di Mosul

 
Notiziari TV
Ansatg delle ore 19

Ansatg delle ore 19

 
Economia TV
"Sushi Day", cresce la voglia di Giappone in tavola

"Sushi Day", cresce la voglia di Giappone in tavola

 
Italia TV
Poverta' alimentare, nel 2017 2,7 mln gli italiani senza cibo

Poverta' alimentare, nel 2017 2,7 mln gli italiani senza cibo

 
Meteo TV
Previsioni meteo per domenica, 17 giugno 2018

Previsioni meteo per domenica, 17 giugno 2018

 
Spettacolo TV
Tutte le strade portano al visto

Tutte le strade portano al visto

 
Calcio TV
Esordio con vittoria per la Croazia ai Mondiali

Esordio con vittoria per la Croazia ai Mondiali

 
Sport TV
Sara Errani: profonda ingiustizia

Sara Errani: profonda ingiustizia