Giovedì 16 Agosto 2018 | 04:10

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Alza la tua radio, per favor...

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Una modifica alla vecchia canzone “Abbassa la tua radio…” portata al successo RAI e di pubblico dal cantante di Noci, Michele Montanari, di cui ha pubblicato un volume-ricordo la figlia Gianna Bevilaqua (Rai Eri ed.).

E la modifica (“alza” - il volume - invece che “abbassa”) è resa attuale dall’incremento dei “difettosi” di udito (7 milioni di italiani e non tutti over anta, di cui 5 milioni non utilizzano protesi) i quali, secondo una recente ricerca internazionale che sarà presentata, il 3 marzo, giornata mondiale dell’udito, al Parlamento europeo, rischiano di veder aumentare del 28% le proprie difficoltà a svolgere le attività quotidiane più semplici (persino mangiare, vestirsi, fare la doccia) e, senza correzione, l’incremento di probabilità di demenza (+21%) e, negli uomini, di depressione (+43%).

Sotto accusa, da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’incremento di rumori che circonda la nostra giornata, in casa e fuori. Galeotti specifici gli ambienti chiusi come discoteche e dintorni, l’abuso di cuffiette ed auricolari, il ricorso immotivato e protratto a farmaci ototossici (alcuni antibiotici, Fans come aspirina, Ibuprofene, Ketoprofene, Fenilbutazone, ecc) .

L’OMS suggerisce prudenza e semplici accorgimenti, come protezioni acustiche in luoghi rumorosi, meno cuffiette ed auricolari, controllo periodico dell’udito, uso limitato di farmaci ototossici e, in caso di disturbo dell’udito, ricorso a soluzioni acustiche, dispositivi altamente tecnologici, quasi invisibili e personalizzabili a seconda delle esigenze della persona.

“Un sospetto calo uditivo – dice il prof. Alessandro Martini, otorinolaringoiatra, università Padova - impone di intervenire il prima possibile: controllo medico e specialistico e, in caso di bisogno, protesi acustiche. Questi dispositivi non solo permettono di tornare a sentire ma possono proteggere anche dal rischio di perdere la propria autonomia e di sviluppare qualche forma di demenza o di depressione”.

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