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Fake news virali «infettano» il web
La vera news: «La meningite può sparire»

Analisi di Voices from the Blogs dell’università di Milano su 500.000 tweet pubblicati da circa 60.000 utenti: si amplificano, sui social, il peso e la disseminazione di chi è a favore dei vaccini. Gli attivisti “anti-vax”sono l’8% degli utenti che parlano di vaccini (messaggi prodotti da gestori interni in 2 casi su 3) e generano condivisioni e commenti positivi solo nel 20% dei casi. I messaggi “pro-vax” contano sul 9% degli account ma raccolgono consenso nell’80%.

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

“L’indagine – dice Andrea Ceron, dip. di Scienze Sociali e Politiche, coordinatore della ricerca - traccia il profilo degli utenti che conversano in rete:

1) esistenza di due comunità molto polarizzate e attive pro e contro, simili per numero di utenti;

2) una galassia di gruppi dalle posizioni intermedie,

3) 44% di utenti comuni non polarizzati.

Valutando la “forza” dei gruppi, ovvero la capacità di attrarre condivisioni e consensi da chi non fa parte della comunità, abbiamo osservato che gli antivaccino e scettici sono molto chiusi e autoreferenziali: i sentimenti anti-vaccino si fermano al 20% su Twitter e al 30% su Facebook”.

I gruppi pro vaccini, che complessivamente coinvolgono numero di attivisti analogo agli anti-vax, generano consenso superiore e sono meno autoreferenziali. Pensieri e commenti positivi verso i vaccini arrivano all’80% su Twitter e al 72% su Facebook.

I dati possono essere interpretati: la maggioranza della popolazione online è pro-vaccini. “In questo panorama va segnalato – dice Roberto Burioni, microbiologo, virologo univ. Vita-Salute San Raffaele, Milano (su Facebook conta 300 mila followers) – che i tassi di vaccinazione sono più bassi nelle aree dove le persone contrarie alle vaccinazioni sono più attive: essi riescono a convincere qualcuno e sarebbe importante una corretta informazione sui vaccini in ogni occasione possibile online, e non soltanto”.

La meningite è una delle ‘star’ della comunicazione sul web. “La scomparsa dei casi di meningite da meningococco è assolutamente possibile grazie agli strumenti di prevenzione che abbiamo oggi a disposizione”.

Lo assicura Rino Rappuoli, chief scientist GSK Vaccines, padre delle più moderne generazioni di vaccini, che ha sviluppato e brevettato i primi vaccini per tutte le forme di infezione da meningococco e che, per il vaccino per il meningococco B, ha messo a punto la tecnica rivoluzionaria, della Reverse Vaccinology.

L’obiettivo finale delle campagne di vaccinazione potrebbe essere la completa scomparsa dell’infezione da meningococco. È la grande speranza di Tutti i vaccini contro la meningite sono raccomandati dal Piano Nazionale Vaccini. Per questo motivo una corretta informazione anche sul web è sempre più importante, perché permette ai genitori di scegliere consapevolmente di proteggere i loro figli da malattie potenzialmente fatali come la meningite”.

“Ed è proprio on line che in Italia le mamme sono molto attive - spiega Virginia De Marco, giornalista ma anche mamma e blogger –: il 92% ha uno smartphone che usa principalmente per andare sui social (dati Fattore Mamma-2B Reserach, 2017). I social network sono per le mamme una fonte di informazione primaria. E il tema ‘vaccini’ viene sollevato di frequente.

Quello che osservo, da mamma e frequentatrice di gruppi e community di altre mamme online, è che se è vero che raramente vengono esposte posizione no-vax nette, e chi lo fa viene rapidamente isolato (spesso sono dagli stessi amministratori dei gruppi, che vedono come fumo negli occhi questo tipo di polemiche), dall’altro l’alto è invece molto diffuso un sentimento interlocutorio nei confronti dei vaccini. Si chiedono consigli alle altre mamme, esperienze, pareri. ‘Non sono contraria ai vaccini, ma con tutto quello che si sente…’. Il leitmotiv dominante è su questa falsariga. Insomma: i no-vax magari convincono poco. Ma riescono a instillare dubbi”.

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