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Mercoledì 17 Gennaio 2018 | 10:14

Dipendenti dal fumo? Cura possibile, ma lo Stato se ne infischia

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Il fumo? Non è cattiva abitudine ma una dipendenza, una patologia che va curata. E, per venirne fuori non basta la sola buona volontà. In quanto dipendenza, il tabagismo costituisce una patologia che può beneficiare di trattamenti validati sul piano scientifico e che può essere risolta definitivamente.

“Bisognerebbe accreditare i servizi per il tabagismo (ce ne sono 400, troppo pochi per 11 milioni di fumatori), seguire le linee guida, pensare a modalità uniformi di erogazione delle prestazioni sul territorio nazionale. In particolare – dice Biagio Tinghino, presidente Società Italiana Tabaccologia - dopo che il fumatore ha contribuito ai bilanci dello Stato con migliaia di euro in accise nel corso degli anni, avrebbe diritto, quando decide di curarsi, di farlo in modo gratuito e attraverso servizi pronti ad accoglierlo.

La criticità più importante risiede nella scarsa conoscenza dell’esistenza dei Centri Antifumo da parte di pazienti ed operatori sanitari (33% dei medici di famiglia fuma; il Usa ed Inghilterra, solo 4%).

“Smettere di fumare da soli è il metodo più diffuso, ma anche il meno efficace: 1-3% di successo in 1 anno mentre i trattamenti validati lo raggiungono 10 volte di più”.

I pazienti andrebbero informati che smettere di fumare è possibile e con successo, se ci si fa aiutare da medico capace e/o da un Centro Antifumo.

“Un counseling breve, associato a farmaci di comprovata efficacia, può salvare molte vite.

Gli interventi per aiutare i pazienti a smettere di fumare hanno un elevato rapporto di costo/efficacia e un programma per smettere di fumare costerebbe meno di 500 euro a persona, ma il guadagno di salute non avrebbe prezzo: restituiti 3-9 anni di vita, se effettuata prima dei 50 anni.

I farmaci per smettere di fumare oggi sono a totale carico del cittadino che, a questo punto, viene penalizzato tre volte: quando fuma, ma quando vuole smettere e quando si confronta con i suoi simili di Inghilterra, Portogallo, Olanda, Svezia, Svizzera, Irlanda e Finlandia e Francia per i quali curarsi è gratuito.

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