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Mercoledì 22 Novembre 2017 | 06:47

Sanità in rete

Dr. Jekill e Mister Hide – I Social dei quotidiani tra i più consultati

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Social media, network, web e medicina, un matrimonio morganatico che partorisce notizie non controllate e, spesso, false, inaffidabili, bufale, ansie inducendo condotte non corrette da parte degli utenti.

Ma non sempre poiché c’è il matrimonio d’amore i cui figli si mutano in angeli custodi preziosi per i malati e loro famigliari ma anche per chi, non malato, cerca notizie e suggerimenti utili.

Un Giano bifronte che aiuta molti e spiazza altri. Spesso, però, esso riequilibra la bilancia asimmetrica, quanto meno per le conoscenze possedute, medico-paziente.

L’associazione onlus “Lampada d’Aladino”, l’assessorato welfare regione Lombadia con contributo non condizionato di Gilead Italia ha compiuto un’analisi – l’apripista - di 12 mesi di messaggi e conversazioni affidati alla rete (oltre 59,3K) sul tema delicato come quello dell’oncoematologia, che colpisce circa 20mila nuovi pazienti (molti i bambini) l’anno. Uno spaccato che apre l’orizzonte su quel che avviene nel campo specifico.

La maggior parte delle conversazioni sui trattamenti medici ha luogo sulle Social News dei quotidiani, come lo siamo noi.

Monitorate conversazioni che avvengono ogni giorno e notte che possono portare aiuto, conforto, fornire informazioni e consigli utili (a volte, purtroppo, il contrario), influenzare indirizzare le scelte di una terapia, di un comportamento delle persone ma anche di strutture sanitarie.

“Abbiamo scoperto una “Rete” – dice Davide Petruzzelli, presidente della Onlus – tra persone, medici, pazienti  e non, che diventa sempre più preziosa alleata con la quale urge confrontarsi, necessita regolare, senza preclusioni e divieti fuori luogo e tempo. Un valore aggiunto di cui interessarsi, comprendere”

“Un’iniziativa, questa – dice il prof. Matteo Della Porta (responsabile unità ematologia dell Humanitas cancer center, Milano) – che può facilitare la conoscenza ed orientare al meglio i comportamenti, semplificare i difficili rapporti con i luoghi di cura, controbattere siti non controllati. Una grossa opportunità per malati e sani, per familiari e quanti si interessano alla loro cura ed assistenza”.

“Anche le aziende – dice Valentino Confalone, GM di Gilead – devono muoversi nella stessa direzione della comunità scientifica e dei cittadini su un tema come la trasparenza e l’affidabilità delle informazioni reperibili in rete, una risorsa importante per tutti”.

L’analisi ha rilevato che 1 messaggio su 3 (20,5K) riguarda il tema di terapie e trattamenti, La maggior parte (38,6%) di questi ha luogo sui canali sociali dei quotidiani. Seguono le web tribes, cioè spazi che i pazienti utilizzano per parlare tra loro e, quindi conversazioni su associazioni, fondazioni, comitati.

I fruitori di questi mezzi, prima ancora di informazioni, cercano un posto tutto loro dove “essere normali, essere ascoltati, rassicurati, conoscere chi è “come me”.

Dalle istituzioni ci si attende non solo informazione ed eventuali correzioni della bufale e dintorni, ma anche facilitazione per la creazione di una comunità cooperante.

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