Sabato 21 Luglio 2018 | 21:41

Mieloma Multiplo (MM)

Salute & Benessere

Nicola Simonetti

Nicola Simonetti

Vivere in salute: suggerimenti, risposte, piccoli accorgimenti per gestire la propria giornata, l’umore, l’alimentazione, il ricorso a farmaci, come affrontare al meglio gli impegni di lavoro, di responsabilità, il riposo ed il diporto, l’attività fisica. Inoltre, una finestra aperta sulla ricerca, sulle novità che la medicina ci offre ora e ci riserva e promette per il prossimo futuro.

Mieloma Multiplo (MM), neoplasia ematologica in cui le plasmacellule, importanti componenti del sistema immunitario che producono immunoglobuline, si replicano in modo incontrollato, accumulandosi nel midollo osseo e generando malattia: periodiche ricorrenze di remissione e recidiva con astenia profonda, sanguinamenti facili, dolori alle ossa e fratture, insulto renale, ripetute infezioni e febbri, psiche instabile.

Ogni anno, circa 40mila nuovi malati in Europa e 5.800 in Italia. Più colpiti gli over 65 anni ma gli under 65 sono il 40%.

Nel 30-35% dei casi la diagnosi è casuale e, nel 70-75%, il male esordisce con danno scheletrico. Polmoni e reni sono altri organi-bersaglio. Oggi – dice il prof. Michele Cavo (università, Bologna) - le persone con MM vivono meglio e più a lungo grazie alle innovazioni mediche.

L’Aifa ha, di recente, approvato, così come l’Agenzia europea, “lenalidomide”, terapia orale di mantenimento dopo il trapianto nel MM. Registrate, grazie ai farmaci, prolungamento delle fasi di remissione ed anche più risposte complete.

La comparsa di recidiva è momento molto drammatico per il paziente – dice la dr Petrucci (univ. Sapienza Roma - dal punto di vista clinico e psicologico. Obiettivo terapeutico è la remissione cioè la risposta clinica (scomparsa, parziale o completa, dei sintomi, irreperibilità nel sangue e nelle urine della proteina alterata) o molecolare (con tecniche di laboratorio sofisticate si riesce ad individuare, tra un milione di cellule, una cattiva).

La chemioterapia fortemente intensiva, necessaria in questa malattia, distrugge il midollo osseo e l’emocromo scoscende. Per normalizzarne i valori, si ricorre al trapianto di midollo sin dagli anni ’80. Oggi, però, si trasfondono in prevalenza cellule staminali prelevate dal sangue (autotrapianto) prima di eseguire la chemioterapia. Esse, opportunamente addestrate, raggiungono e ripopolano il midollo osseo frustrato dalla chemioterapia.

Si cerca di combinare efficacia del trapianto autologo con potenza della lenalidomide, primo immunomodulante orale, che può essere somministrato per un lungo periodo di tempo, assicura controllo della malattia e prolunga sopravvivenza libera da progressione, estendendo il beneficio del trapianto e ritardando ricadute.

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