Lunedì 20 Agosto 2018 | 12:58

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Approvata con emendamenti la legge sulle residenze sanitarie assistite parzialmente

DiversaMente

Michele Pacciano

Michele Pacciano

L'handicap è un dramma. Ma può anche diventare uno stimolo e una possibilità, uno sguardo diverso sul mondo. Proviamo ad andare oltre la rabbia e il piagnisteo. Capovolgiamo la prospettiva, guardiamo i problemi dall'interno, cerchiamo insieme le soluzioni.

La tenacia di chi si occupa di disabili gravi e gravissimi, e dei malati psichiatrici è stata premiata!

La legge regionale di riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie in RSA a bassa, media ed alta intensità, inizialmente concepita per assicurare assistenza ai tanti ultra-64enni non autosufficienti, attraverso una fitta rete di strutture di dimensione medio-piccole sparse sul territorio, ha rischiato di coinvolgere intere categorie di cittadini che non avrebbero trovato in questi luoghi il livello di cure né di assistenza di cui abbisognano e di cui già beneficiano.

L’intento meritorio del legislatore regionale di offrire una soluzione ai tanti anziani non autosufficienti ed ai disabili che tuttora non godono di alcuna assistenza - neanche quella domiciliare, a causa della perenne mancanza di fondi per l’ADI – era stato travisato nel corso del tormentato iter della legge in III Commissione Consiliare della Regione Puglia, a causa dell’inserimento, tra le categorie di destinatari, dei malati psichiatrici e di tutte le categorie di disabili gravi e gravissimi, le cui patologie non consentono un recupero delle funzionalità mancanti od insufficienti.

Si era cioè dimenticato che per queste persone:
- lo spostamento in altri luoghi e strutture, con altri educatori e rieducatori, rispetto a quelli con i quali hanno instaurato un rapporto simbiotico, negli ultimi decenni, rappresenta un fattore di fortissima emotività. Tale da comprometterne lo stato d’animo e determinare veloci degenerazioni della patologia. Spesso fino al decesso.
- il livello di specializzazione e d’intensità delle cure di cui questi soggetti beneficiano, nell’ambito delle strutture in cui si trovano, servono soprattutto a conservare quelle sia pur minime funzionalità, faticosamente acquisite nel corso di anni e decenni.

Strutture da 40-60 posti (come quelle prevalentemente previste con questa legge) non posseggono la “massa critica” per assicurare neurologi, neuro-psichiatri, fisiatri, psicologi specializzati, né palestre, laboratori di riabilitazione, ecc. per assicurare a questi nostri fratelli e sorelle i trattamenti di cui necessitano;
-i parametri di cura della persona, finora previsti per le RSA in Puglia, non sono neanche lontanamente sufficienti ad assicurare una dignitosa igiene personale e cura del corpo, a persone totalmente non autosufficienti, spesso immobilizzate a letto, ed in molti casi addirittura incapaci perfino di deglutire.

Tale dimenticanza, unita al rimando al regolamento di attuazione, per definire i nuovi parametri per le prestazioni da erogare, nella bassa, media ed alta intensità ha fortemente allarmato le famiglie dei disabili gravi e gravissimi pugliesi, perché l’eventuale approvazione di una legge così fatta, avrebbe intanto sancito dei principi sbagliati (si pensi al livello di pericolosità indotto dall’insufficienza di queste strutture nell’assistenza ai malati psichiatrici, con forte pregiudizio della sicurezza degli stessi malati, degli altri assistiti, dei medici ed operatori). E sui principi sbagliati, non si sarebbe potuto certamente costruire un regolamento equo, né adeguato a bisogni così importanti.

AFAO, Associazione iscritta nel registro delle Associazioni riconosciute dalla Regione Puglia, ha inteso pertanto dapprima risvegliare l’attenzione del Consiglio Regionale su questa macroscopica svista, attraverso il flash-mob del 24 ottobre scorso; poi ha presentato una proposta di emendamenti che avrebbero consentito di “disinnescare” questa bomba sociale e sanitaria, senza nulla togliere a quei cittadini tuttora privi di assistenza, cui questo provvedimento legittimamente si rivolge.

Diversi sono i consiglieri regionali che hanno ascoltato e raccolto l’invito di AFAO, in tutti gli schieramenti politici. Tra questi Donato Pentassuglia (PD, già Assessore alla Sanità ed al Welfare dell’ultima giunta Vendola) ha pienamente condiviso e rappresentato le istanze espresse dai disabili gravi e gravissimi, con le loro famiglie.

Ed è stato proprio grazie agli emendamenti presentati – forse un po’ a sorpresa? - dal Consigliere Pentassuglia nell’aula del Consiglio Regionale del 28 novembre, chiamata a deliberare sulla proposta di legge, che il rischio incombente è stato superato.

Adesso l’attenzione – anche quella di AFAO - si sposta sul regolamento attuativo, previsto entro 90 giorni dall’approvazione della legge.

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