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1957 /2017

L'Ue, i Trattati e l'oggi

Storia e futuro dell'Europa

L'Ue, i Trattati e l'oggi

Ma che vento soffia sulle prime 60 candeline dei Trattati di Roma? Per certo, prima di pronunciarsi sullo stato attuale di una Unione europea sempre più maltrattata e bistrattata, è opportuno ricordare che il 25 Marzo del lontanissimo 1957 i re di Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi e i presidenti della Repubblica di Italia, Francia e Germania Federale nel preambolo dei Trattati scrivevano “Determinati a porre le fondamenta di una unione sempre più stretta”. E poi: “decisi ad assicurare mediante un'azione comune il progresso economico e sociale dei loro paesi, eliminando le barriere che dividono l'Europa”. Ancora “nell'intento di confermare la solidarietà che lega l'Europa ai paesi d'oltremare e desiderando assicurare lo sviluppo della loro prosperità conformemente ai principi dello Statuto delle Nazioni Unite”.
Il cittadino europeo, già a questo punto, potrebbe pensare che lo spirito dei Trattati sia stato spazzato oltre i confini della Storia se si considerano la disunione tra gli Stati, la “doppia velocità”, le politiche di austerità asfissianti lontane mille miglia dal sentire comune e la discutibile gestione dei migranti che arrivano da noi. E non andiamo oltre.
Però, sforzandoci di ragionare secondo i criteri dei lungimiranti Padri Fondatori, non si deve dimenticare che proprio quel 25 Marzo fu apposta una firma che sottoscrisse l'atto di nascita della grande famiglia europea.
E allora è bene non dimenticare che tante furono le novità introdotte sul piano istituzionale con la creazione della Commissione (poi Commissione europea), di un Consiglio dei Ministri (poi Consiglio europeo) e un'Assemblea parlamentare (poi Parlamento europeo) sottolineando la stretta collaborazione delle istituzioni a collaborare tra loro.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, durante l'apertura delle celebrazioni ufficiali del sessantesimo anniversario a Roma incontrando al Quirinale i presidenti dei Parlamenti dell’Ue, non senza preoccupazione ha chiarito che “In un mondo di veri e propri giganti istituzionali l’Europa non può rinunciare al suo ruolo facendosi più piccola, traducendosi in realtà minori, destinate a essere solo spettatrici". Anche quello del Parlamento europeo, Antonio Tajani, non ha scherzato: «Dobbiamo concentrarci sulle grandi sfide globali: nessuno Stato ha la forza per negoziare con Usa, Cina e Russia. Solo insieme possiamo esercitare nostra sovranità».
Due forti richiami a fare in modo che da tutti, cittadini in primis, dovrebbero essere raccolti pena lo “sprofondamento” nello scacchiere mondiale.
Indispensabile ritornare, chiaramente con politiche economiche e sociali ben diverse da quelle attualmente proposte, ad una Europa che vede come stella polare l'umanità dei popoli desiderosi di condividere gli stessi ideali di progresso e di pace non lasciando indietro nessuno. Non sarebbe male riprendere in mano il manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita” di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Ursula Hirschmann tra il 1941 ed il 1944 durante il periodo di confino presso l'isola di Ventotene, nel mar Tirreno, poi pubblicato da Eugenio Colorni che ne scrisse personalmente la prefazione.
Nell'ultimo Libro bianco sul futuro dell'Europa, il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker , ha tracciato una ricetta lungo cinque scenari: “Avanti così” (proseguire sul percorso già tracciato e concentrandosi sull'attuazione del suo programma positivo di riforme); “Solo il mercato unico” (rifocalizza progressivamente sul mercato unico); “Chi vuole di più fa di più” (l'UE a 27 continua secondo la linea attuale, ma consente agli Stati membri che lo desiderano di fare di più assieme in ambiti specifici come la difesa, la sicurezza interna o le questioni sociali); “Fare meno in modo più efficiente” ( L'Ue a 27 si concentra sul produrre risultati maggiori in tempi più rapidi in determinate aree politiche, intervenendo meno nei settori per i quali non se ne percepisce un valore aggiunto); “Fare molto di più insieme” (gli Stati membri decidono di condividere in misura maggiore poteri, risorse e processi decisionali in tutti gli ambiti).
Basterà tutto questo? Difficile dirlo tuttavia se si agirà con la freschezza e la vitalità della generazione Erasmus e con la stessa convinzione che vide la fiorettista italiana Elisa Di Francisca sventolare la bandiera europea dal podio delle Olimpiadi brasiliane puntando verso una rotta di rinnovamento e privilegiando le legittime aspettative dei cittadini con la necessità che si continui a vivere in una area di pace (cosa non scontata) l'Europa continuerà a vivere. Circostanza indispensabile per tutti.

twitter@peppedimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

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