Cerca

Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:39

L'Europa che piace

Erasmus+ e integrazione

Man forte al sogno europeo

In Puglia una ventata di europeismo

Lo sportello Ue

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

Erasmus+ e integrazione

Una ventata di Europa - giovanile, colta, positiva e solidale - e di «Erasmus+» soffia a Barletta.
Nel Nord barese, insomma, spira quel vento buono e bello che permette di vivere e rafforzare il sogno europeo tanto utile quanto indispensabile per poter continuare a vivere, almeno, in una «grande area di pace». E se tutto questo avviene in uno dei momenti storici più difficili della storia dell’Europa il significato umano e politico è ancor più forte.
Sono arrivati - nella Città della Disfida non dimenticando che diede i natali ad Alessandro Spinelli nonno del padre fondatore Altiero - una delegazione di 14 spagnoli (10 studenti e 4 docenti), 8 cechi (5 studenti e 3 docenti), 11 rumeni (6 studenti e 5 docenti) e 17 turchi (11 studenti e 6 docenti).
Gli studenti hanno tutti una età compresa tra i 14 e 18 anni e saranno ospitati in famiglie degli studenti dell’Ipsia Archimede delle città di Barletta, Andria, Canosa e Trani.
Questo intenso momento di europeismo si concretizzerà all’interno del progetto Erasmus+ «Let's say Stop! to gender discrimination in education» iniziato a settembre 2015 dalle docenti Tiziana Allamprese e Lucia Delcore dell'Ipsia «Archimede» di Barletta diretto dalla dirigente Anna Ventafridda. Un lavoro di estrema importanza che merita plauso e imitazione.
«Gli alunni saranno ospitati nelle famiglie, come i nostri alunni che sono già stati ospitati - racconta la professoressa Allamprese -. È in corso uno scambio per favorire la comunicazione e una migliore cooperazione tra studenti e insegnanti. La lingua veicolare è la lingua inglese». Significativo il fatto che tutto questo avvenga proprio in occasione delle celebrazioni della Disfida di Barletta.
La professoressa Allamprese specifica che: «Inoltre il progetto offre agli studenti un'opportunità per praticare e migliorare le loro abilità nella lingua straniera, informazioni sulle nuove culture, conoscere nuovi amici ed essere "cittadini" del mondo. Gli studenti, in questo modo, sostenuti dai docenti, sono in grado di realizzare attività e creare prodotti. L'obiettivo del progetto è che l'equità nell'istruzione giochi un ruolo nel sistema dell'istruzione e nella società. Un progetto ambizioso che ci riempie di soddisfazioni. La discriminazione basata sul genere nell'istruzione è sia una causa che una conseguenza delle disparità nella società come per esempio la povertà, l'isolamento geografico, il background etnico, la disabilità, e gli atteggiamenti tradizionali». Insomma un «manifesto» di civiltà e solidarietà.
Tante le iniziative previste al fine di far conoscere al meglio il territorio pugliese per una migliore integrazione. Gli studenti dell’Archimede di Barletta, oggi lunedì 13 alle 15, si cimenteranno in una danza rinascimentale e una drammatizzazione sulla corte di Federico. Inoltre sono previste visite alla scoperta del patrimonio culturale della città di Barletta martedì 14 febbraio dalle 9.30. Negli altri giorni escursioni a Castellana, Alberobello, Castel del Monte e Trani.
Sarebbe bello se la società civile e le varie amministrazioni locali potessero confrontarsi con questa delegazione di studenti e professori al fine di stabilire un dialogo che possa rafforzare il sogno europeo nell’interesse di tutti. Buona Europa a tutti.

Le reazioni


«Sono molto contenta e felice per questa meravigliosa occasione di incontro tra culture europee con i ragazzi e i loro docenti partecipanti all’Erasmus +. Potremo arricchirci vicendevolmente e assieme contribuire a fare in modo che la costruzione del sogno europeo possa rafforzarsi grazie alla linfa vitale dei giovani che sono il cuore e la speranza dell’Europa. Il nostro Sportello da anni è impegnato nella promozione dei valori europei». Così Loredana Carbone responsabile dello sportello Europe Direct di Barletta (corso Garibaldi 202 tel 0883.303255) e gestito da Informa scarl e co-finanziato dalla Commissione Europea. Lo sportello Europe Direct di Barletta è punto di informazione del network creato dalla Commissione Europea con l'obiettivo di fornire ai cittadini un agevole accesso alle informazioni in tutti i settori di attività dell'Unione Europea. La rete Europe Direct è diffusa nei 28 Paesi membri dell'Ue con il compito di: «consentire ai cittadini di ottenere informazioni, consulenza, assistenza su temi riguardanti le istituzioni, la legislazione, le politiche, i programmi e i finanziamenti dell'Unione europea»; «promuovere attivamente il dibattito locale e regionale sull'Unione Europea e le sue politiche, argomenti di attualità e vita istituzionale dell'UE»; «permettere la diffusione di informazioni adattate alle necessità locali e regionali»; «favorire la ricerca di partner e la creazione di reti a livello locale, nazionale e transnazionale». Nel 2015 il programma Erasmus+ ha permesso a 678 000 europei, un numero mai raggiunto prima, di studiare, formarsi, lavorare e fare volontariato all'estero. Nello stesso anno l'UE ha investito 2,1 miliardi di EUR in oltre 19 600 progetti, a cui hanno partecipato 69 000 organizzazioni. Nel 2015 Erasmus+ si è ulteriormente ampliato, permettendo per la prima volta agli istituti di istruzione superiore di inviare in paesi al di fuori dell'Europa, e accogliere da questi, più di 28 000 studenti e membri del personale.
«Da tre decenni il programma Erasmus offre ai giovani occasioni che consentono loro di sviluppare competenze fondamentali, tra cui quelle sociali e interculturali, e promuove la cittadinanza attiva. Creando collegamenti tra le persone e aiutandole a lavorare insieme, il programma svolge un ruolo essenziale nel dare ai giovani la possibilità di costruire una società migliore». Basterebbe riflettere sulle parole di Tibor Navraciscs, commissario per l'Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, per comprendere quanto questo «strumento» sia indispensabile per la vita dell’Unione europea.
Con il parere adottato l'8 febbraio, il Comitato europeo delle regioni accoglie con favore anche la proposta di designare il 2018 Anno europeo del patrimonio culturale. Nel parere di Apostolos Tzitzikostas (EL/PPE), governatore della regione della Macedonia centrale, il CdR plaude al fatto che la cultura e il patrimonio culturale siano riconosciuti come strumenti di sviluppo regionale e locale, e invita gli Stati membri ad accelerare l'adozione della strategia proposta dalla Commissione Europea per porre la cultura al centro delle relazioni internazionali dell'Ue. Segnala poi la necessità di renderla più stringente con un maggior numero di obiettivi specifici e scadenze di attuazione, come pure di coinvolgere gli enti locali e regionali in tutte le fasi». [twitter@peppedimiccoli]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400