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Padre fondatore nobile

Ciampi e l'Europa

Una intervista del 2007

Ciampi e l'Europa

Carlo Azeglio Ciampi a buon titolo è da considerarsi padre nobile dell'Unione europea. Una figura di primo piano che ha offerto il suo impegno alla costruzione del sogno europeo, non dimenticando il suo impegno come servitore dello Stato italiano. 

Quella che segue è una mia intervista nel 2007 al Presidente emerito in merito ai temi europei.

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Carlo Azeglio Ciampi è rimasto nel cuore degli italiani. Una delle principali linee guida del suo settennato presidenziale è stata la forte volontà di veicolare il verbo europeo. Per questo Ciampi, a buon titolo, può essere elevato al rango di «padre fondatore» dell’Unione europea. E ora, da senatore a vita e Presidente emerito, continua a prodigarsi per rendere più solide le fondamenta della «casa comune europea».

Presidente Ciampi, sono passati 50 anni dalla firma dei Trattati di Roma. Il suo convinto europeismo e il suo instancabile impegno a favore dell’Unione europea certamente la annoverano tra i «padri fondatori» dell’Europa. Quali sono i suoi sentimenti per questa ricorrenza storica?

'Nel mio intervento in occasione della celebrazione del cinquantenario dalla firma dei Trattati di Roma, tenutasi nell’Aula del Senato il 23 marzo scorso, ho sottolineato la svolta epocale che       quei Trattati segnarono per l'Europa, trasformatasi da terreno di conflitti dilanianti a generatrice di pace al suo interno e nel mondo. Emanazione di quei Trattati sono state Istituzioni comuni      dimostratesi strumentali per il conseguimento di risultati di alto significato politico, economico, sociale. Il cittadino europeo oggi può circolare liberamente all’interno dell’Unione europea - così come i beni e i servizi - ed utilizzare una moneta comune, l’euro, nei suoi spostamenti nei 13 dei paesi  membri che già vi aderiscono'.

L’Unione europea ha compiuto molti passi in avanti e sono visibili a tutti. In quale settore crede sia necessario concentrarsi maggiormente?

'Proprio gli importanti progressi e gli obiettivi raggiunti nei primi cinquant’anni, i successivi ampliamenti ed il ruolo che ci si attende che l'Europa giochi nelle relazioni internazionali rendono non più procrastinabile un completamento istituzionale e funzionale della Unione. È su questo terreno che è necessario concentrarsi per un rafforzamento degli organi di governo e della base istituzionale: un obiettivo che i Governi di tutti i 27 Paesi membri hanno inteso porsi nel firmare a Roma, il 24 ottobre 2004, il Trattato costituzionale, frutto del lavoro compiuto dalla Convenzione presieduta da Giscard d’Estaing e che è stato ratificato da due terzi dei Paesi membri'.

In linea con il suo operato, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano è impegnato in una personale e convinta azione a favore del rilancio della Costituzione Europea, a tal proposito quale è la sua posizione?

'L’iniziativa convinta e costante del Presidente della Repubblica a favore del rilancio del progetto di Costituzione europea riveste grande importanza. Per parte mia ho più volte riaffermato in questi mesi l’opinione che i tempi della riflessione sono esauriti e che è necessario riprendere il cammino con risolutezza, in modo che i cittadini europei, che si recheranno alle urne per il rinnovo del Parlamento nella primavera del 2008, sappiano per quale Europa essi sono chiamati ad esprimersi'.

I giovani hanno sempre avuto uno speciale rapporto comunicativo con Lei. Quale messaggio vuole lanciare acchè si avvicinino sempre maggiormente all'Unione Europea?

'Il mio impegno per la costruzione europea - che ha permeato tutta la mia azione prima come Governatore della Banca d'Italia, poi come Presidente del Consiglio dei Ministri, quindi da Ministro dell'Economia e durante il settennato da Presidente della Repubblica - ha avuto sempre presente l’importanza di promuovere il coinvolgimento dei giovani. A loro non mi stanco neanche oggi di rivolgere il mio incoraggiamento affinchè prendano parte sempre più attiva a questo processo in via di evoluzione che è la nostra Europa, che è già la loro Europa e lo sarà ancora di più in futuro. Essi, che beneficiano degli obiettivi raggiunti in cinquanta anni, sono chiamati ora a prendere su di sé l’onere di conferire nuovo slancio ad una Unione che sappia affermare il suo ruolo nel mondo'.

L’euro, da molti, viene considerato la causa di «tutti i mali». Come confuta questa tesi?

'Ho avuto modo più volte di esprimere in maniera esaustiva il mio pensiero sul’euro, di cui sono stato e sono un convinto sostenitore. Il successo che ha avuto la moneta unica è testimoniato dall’uso crescente che di essa si fa come mezzo di pagamento nelle contrattazioni internazionali e come valuta di riserva anche in vari Paesi terzi. In realtà, il passaggio alla moneta unica europea è stato accompagnato da un immotivato aumento dei prezzi di numerosi prodotti di uso quotidiano. Ciò ha ingenerato un sentimento negativo nei confronti della nuova moneta, nonostante che i prezzi di altri beni, specie nel comparto di quelli "durevoli", quali i prodotti a tecnologia avanzata, siano rimasti stazionari o addirittura diminuiti. Tutto ciò è testimoniato dalle statistiche ufficiali; talché è sorta la distinzione tra inflazione statisticamente accertata e inflazione percepita. Gli inconvenienti lamentati non annullano i grandi vantaggi, politici oltreché economici, di una moneta comune a oltre 400 milioni di utilizzatori. Questi vantaggi, già di larga evidenza, quale il venir meno delle antiche crisi inflazionistiche e valutarie, diventeranno ancora più consistenti quanto più rapidamente sapremo affiancare all’azione di una Banca Centrale Europea che con il governo della moneta comune - l'euro - ci assicura la stabilità, una politica economica coordinata fra i Governi dei Paesi membri e decisamente volta alla crescita'.

Presidente Ciampi le sue lacrime di commozione durante una commemorazione dei «martiri di Marcinelle», minatori italiani morti in miniera in Belgio, sono state un riconoscimento nei confronti dì tutti i lavoratori, che con la loro opera, hanno contribuito alla costruzione della casa europea. Quanto sono stati determinanti tutti gli immigrati in questo processo?


'I lavoratori compresero sin dall’inizio l’importanza della libertà di movimento e di lavoro all’interno della Comunità europea. Non esitarono ad avvalersene pur dovendo spesso sopportare gravi sacrifici personali e familiari. Ne conseguì una accelerazione dello sviluppo economico e sociale di tutti i Paesi membri. In Italia, il nostro europeismo ha sempre mostrato di avere una larga base popolare. Ne sono testimonianza il largo consenso sui temi europeistici nel Parlamento nazionale e le consultazioni popolari, come le elezioni al Parlamento Europeo, che vedono una partecipazione degli italiani tra le più alte in Europa'.

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

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