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Venerdì 17 Novembre 2017 | 20:31

A Ventotene la rinascita

Spinelli, l'Ue e la Puglia

Altiero padre nobile fondatore

Lo sportello Ue

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

Spinelli, l'Ue e la Puglia

Altiero Spinelli, padre nobile dell'Europa, aveva anche sangue pugliese.

Ecco un mio pezzo contestualizzato all'interno del vertice di Ventotene.


«La via da percorrere non è facile, né sicura. Ma deve essere percorsa, e lo sarà!». È bello pensare che questa certezza incardinata nel «Manifesto di Ventotene» scritto anche da Altiero Spinelli sia la bussola che offrirà la rotta per «far rinascere l’Europa» dopo il vertice nell’«Isola di confino».
In realtà, dopo il ciclone Brexit e i continui appelli degli euroscettici, sarebbe opportuno ispirarsi all’impegno europeistico di questo «gigante» che ha posto le basi per materializzare il sogno europeo che nonostante tutte le crepe esistenti nel 2012 ha meritato il Nobel per la Pace.
È bello sapere che nelle vene «dell’Ulisse con la barba bianca» sia circolato sangue pugliese: suo nonno, Alessandro, nacque a Barletta nel 1842. Altiero, nella sua autobiografia «Come ho tentato di diventare saggio», lo descrive con «baffetti grigi a punta».
A rafforzare la pugliesità è opportuno annotare che Alessandro era figlio di Gaetano, nato nel 1803 e proveniente da Taranto. Alessandro, in seconde nozze, si sposa con Teresa Criscuoli e nel 1881 a Chieti nasce Carlo Alfredo Adelchi. Essendo diplomatico, Carlo, si trasferisce a Roma e il 16 Settembre del 1905 si sposa con Maria Giuseppa Ricci. A Roma il 31 Agosto del 1907 nasce Altiero.
La vita di Altiero, morto nella capitale il 23 maggio 1986 (le sue ceneri riposano non a caso a Ventotene), è scivolata lungo il paradigma della costruzione dell’Europa: nel 1943 fondò il Movimento Federalista Europeo e successivamente fu tra i promotori dell’Unione dei Federalisti Europei. A livello operativo fu Commissario europeo dal 1970 al 1976 introducendo nuove politiche per ambiente, cultura, ricerca e industria e diritti civili.
Dopo una parentesi nel Parlamento italiano sedette nel primo Parlamento europeo eletto a suffragio universale nel 1979. Si battè per far emergere le sue convinzioni federaliste pilastri del «Club del coccodrillo» fondato nel 1981.
Tra le «vittorie» al Parlamento europeo un Progetto di Trattato di Unione europea approvato il 14 febbraio 1984.
Spinelli, in gioventù, fu classificato dalla polizia fascista «sovversivo, irriducibile e fanatico». Nel suo peregrinare carcerario studiò molto. Gli anni del confino furono fondamentali. Decisivi gli incontri a Ventotene: Ernesto Rossi, Eugenio Colorni e Ursula Hirschmann, successivamente sua sposa. Sull’isola, tra inenarrabili ristrettezze fisiche, concepì il «Manifesto di Ventotene». Una lettura, quella della «Bibbia dell'Unione Europea», indispensabile per arginare il sentimento di lontananza dalle istituzioni europee dei cittadini degli oramai 27 Stati (sebbene gli inglesi non si stiano sbracciando per concordare l’uscita).
«Il ricordo di Altiero Spinelli rappresenta una continua fonte di ispirazione», scrisse il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 30esimo anniversario della morte. [twitter@peppedimiccoli]

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