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Martedì 26 Settembre 2017 | 12:49

Riflessioni e soluzioni

#Brexit e l'UE a scuola

Sin dai banchi di scuola

Lo studio per rafforzare il sogno europeo

Lo sportello Ue

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

#Brexit e l'UE a scuola

"L'Unione inizia a scuola" #brexit #ue
Giuseppe Dimiccoli
Almeno, con il voto dei sudditi di Sua Maestà del 23 Giugno che ha sancito la vittoria del Brexit, gli italiani hanno una nuova certezza. Quale? Presto scritta: oltre al titolo di santi, poeti, navigatori e grattatori – grazie a quel 52% di No – potranno fregiarsi anche di quello di «Padri fondatori dell’Unione europea». Chi nutre dubbi faccia un salto nei social network per imbattersi nei nuovi Altiero Spinelli, Alcide De Gasperi, Jean Monnet, Konrad Adenauer, Paul-Henri Spaak e Robert Schuman.
Tutti pronti a sbandierare, spesso senza lasciarsi sfiorare da alcun dubbio, il verbo europeo coniugato con la medesima passione che Vaclav Havel l'ultimo presidente della Cecoslovacchia e primo presidente della Repubblica Ceca utilizzò nel suo memorabile discorso al Parlamento europeo di Bruxelles – esiste, purtroppo ed è costosa, una sede anche a Strasburgo – allorquando nel 2009 commemorò il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino. Incardinò il suo pensiero sulla necessità di una Europa unita e desiderosa di perseguire obiettivi del peso specifico della pace, tolleranza e dialogo. A leggere il discorso di Havel si ammira un quadro di un’Europa modello per il mondo intero. Eppure tutto questo, oggi ancor di più, sembra distante anni luce alla luce, torbida, del voto dei britannici.
Tornando ai novelli Padri fondatori dell’Ue, sorge più di qualche dubbio in merito alle loro conoscenze delle fondamenta del sogno europeo che, almeno fino all’altro ieri, ha permesso a milioni di giovani di muoversi liberamente dando vita alla generazione Erasmus organizzata lungo i sentieri della pace. Il Nobel ricevuto nel 2012 è un sigillo mondiale.
Proviamo a fare qualche domanda: esiste una differenza tra Consiglio d’Europa e Consiglio europeo? Quanto durano in carica i deputati europei? A questo punto cosa accadrà con l'uragano Brexit? Per il momento, dato che la «pistola è fumante», è opportuno mantenere la calma e fare affidamento sulla certezza che l’Europa, a piccoli passi, è stata in grado di superare tante crisi. Certo questa è immensa. Tuttavia è inutile scoraggiarsi. A chi scrive risuonano nelle orecchie le parole dell’ex presidente del Parlamento europeo, l’irlandese Pat Cox, che nei primi anni 2000 ad una scolaresca in visita al Pe chiese di «parlare dell’Europa a chi non conosce questo sistema» per fare in modo che «potesse rafforzarsi ed essere più solido».
Come potrebbe essere possibile? Facendo in modo che l'Europa trovi ospitalità sui banchi di scuola. Dall’asilo ai master universitari (tanto per non perdere finanziamenti). E se l'anno scolastico iniziasse con le bandiere degli Stati che compongono l’Unione europea posizionate in bella mostra su tutti i banchi degli studenti. E se il «9 Maggio» - a proposito cosa si celebra? - nelle aule si potesse approfondire la storia dell'Ue? Indispensabile «alfabetizzare» tutti al fine di conoscere il sacrificio di coloro che immediatamente dopo la Seconda Guerra Mondiale ebbero la forza di costruire un modello unico nel suo genere mondiale. Solo per citare un piccolo esempio, per farcire di umanità la storia dell’Unione europea, si legga della tragedia di Marcinelle in Belgio dove troppi minatori italiani persero la vita iniziando quel percorso che oggi ci ha portato ad essere tutelati dalla attività della Agenzia europea della sicurezza sul lavoro. Perché non portare i ragazzi in vista di istruzione in quel luogo? Se tutto questo avvenisse si potrebbe colmare quella mancanza di conoscenza in merito alle tematiche europee che vede anche classe politica dirigente italiana, ma non cambia molto nelle altre nazioni, non sempre attenta alla possibilità di ottimizzare tutte quelle opportunità che il sistema Europa mette a disposizione.
Indispensabile richiamare il concetto di cittadinanza europea tanto caro a Jean Monnet sottolineando che proprio la mancanza di un forte convincimento delle sue potenzialità possa essere una delle cause primarie della vittoria del Brexit (a proposito Br sta per Britain ed exit per uscita).
twitter@peppedimiccoli

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