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Venerdì 24 Novembre 2017 | 17:37

La giornata mondiale

Mutilazioni genitali femminili

L'impegno dell'Ue

Lo sportello Ue

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

Mutilazioni genitali femminili

Oggi, 6 febbraio, si celebra la Giornata mondiale contro le Mutilazioni Genitali Femminili.
Scrivo a questa ora tarda perchè mi piace pensare che di questa assurdità non si debba pensare solo durante una giornata dedicata.

Oltre 200 milioni di donne nel mondo, 500 000 delle quali in Europa, sono vittime di questa pratica. La mutilazione genitale femminile è una violazione ingiustificabile dei diritti umani e dei diritti dei bambini, ed è una minaccia ai nostri valori universali.

L'Unione europea è impegnata nell'eliminazione di questa forma di violenza, ampiamente sottostimata, che è paragonabile alla tortura. "Ogni essere umano, ogni ragazza, ogni donna ha diritto a una vita libera dalla violenza e dal dolore, libera in ogni suo aspetto" hanno dichiarato l'Alta rappresentante/Vice Presidente Federica Mogherini, la Commissaria per la Giustizia, i consumatori e la parità di genere Vĕra Jourová e il Commissario per la Cooperazione internazionale e lo sviluppo Neven Mimica. "Dobbiamo continuare a lavorare insieme", hanno aggiunto, "Istituzioni UE, governi nazionali, professionisti della sanità, educatori, servizi di protezione dei minori, leader delle comunità e famiglie, per eliminare la mutilazione genitale femminile e tutte le forme di violenza basate sul genere. La nostra battaglia è ancora lunga".

Le Agenzie di stampa riportano numeri da brividi: almeno 200 milioni di donne e bambine, 70 milioni di casi in più di quelli stimati nel 2014, hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 Paesi. La metà delle vittime di questa pratica si registrano in Egitto, Etiopia e Indonesia. e attenzione tutto questo è scritto nel nuovo rapporto Unicef pubblicato oggi in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili. Nel 2016, sono 30 i paesi che hanno a disposizione dati rappresentativi a livello nazionale.
A livello italiano è opportuno riflettere sulla nota di Liliana Ocmin, Responsabile Dipartimento Donne Immigrati Giovani della Cisl e Coordinatrice Nazionale Donne Cis: «Il tema delle mutilazioni genitali femminili è di estrema attualità e purtroppo ci riguarda sempre più da vicino». «Questa pratica assurda, infatti, non riguarda solo i paesi indicati da Unicef e Oms, soprattutto quelli dell’Africa sub-sahariana - continua Ocmin - ma anche il nostro continente attraverso le migrazioni, divenute negli ultimi tempi sempre più strutturali a cause di guerre, miseria e catastrofi ambientali. Il Parlamento europeo ha stimato che 500.000 donne e bambine che vivono in Europa stanno soffrendo le conseguenze delle mutilazioni genitali femminili e che 180 mila sono a rischio ogni anno. In Italia, nonostante la legge del 2006 che vieta e persegue gli autori di tali reati, sarebbero 35.000 le donne sottoposte a queste pratiche ed oltre mille bambine a rischio. Di fronte a questi dati allarmanti, entra in gioco la nostra idea di alleanza con le donne immigrate attiviste nelle comunità di origine presenti sul territorio, una maniera concreta e diretta per sensibilizzare sulla pericolosità di queste pratiche che ledono il diritto alla salute ed all’integrità fisica delle donne. La sensibilizzazione e l’educazione scolastica hanno fatto tanto finora ma possono fare di più. Si procede troppo lentamente. A questi ritmi, secondo l’Agenzia ONU Unfpa, occorre attendere il 2074 per il dimezzamento del fenomeno. Diviene fondamentale pertanto incrementare le attività e le iniziative per accelerare il processo di sensibilizzazione».
Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha invitato gli uomini in tutto il mondo ad unirsi alla lotta per porre fine alle mutilazioni genitali femminili. Parlando al 'The Guardian', che ha avviato una campagna contro la pratica quasi due anni fa, ha detto: "E' arrivato il momento per gli uomini di tutto il mondo di prendere parte alla lotta per porre fine alla Mgf con vera dedizione".
Yahya Jammeh, presidente del Gambia, dove oltre il 70% delle ragazze sono mutilate, ha preso la controversa decisione di mettere al bando la pratica nel mese di novembre. La Nigeria ha emesso un divieto nel maggio del 2015, ma nel Paese, che ha una popolazione di 178 milioni, ci sono più ragazze mutilate rispetto a qualsiasi altro paese del mondo. Anche se principalmente concentrata in 29 paesi dell’Africa e del Medio Oriente, l’Mgf è tuttavia un problema globale. In Gran Bretagna, si stima che 137.000 donne e ragazze hanno subito mutilazioni genitali o sono a rischio.
Recentemente anche Papa Francesco e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, hanno chiesto di mettere fine alle mgf. Durante una visita in Etiopia nel mese di agosto, il leader della Casa Bianca ha detto che "non ci sono scuse per la violenza sessuale o la violenza domestica, non c'è ragione per cui giovani ragazze debbano subire mutilazioni genitali, non c'è posto in una società civile per il matrimonio forzato o precoce di bambine. Queste tradizioni possono tornare indietro nei secoli, non hanno nessun posto nel 21° secolo". Allo stesso modo, Papa Francesco ha espresso il suo sostegno per porre fine alle mutilazioni genitali durante il suo viaggio in Africa nel mese di novembre.

twitter@peppedimiccoli

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