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Lunedì 25 Settembre 2017 | 17:15

AEROPORTI PUGLIESI

«Adp» verso la Campania
mistero sul progetto di fusione

L'ipotesi di accordo con «f2i» La Regione tace. Ma Di Palma (ex dg Enac): «La legge non lo consente»

I diritti del viaggiatore

Franco Giuliano

Franco Giuliano

Treni lenti, sporchi e in ritardo; oppure traghetti che non partono lasciando a terra i vacanzieri. Come ci si difende dai disservizi delle compagnie di trasporto e agenzie viaggio? L'autore del blog è stato componente Commissione Enac.

«Adp» verso la Campania mistero sul progetto di fusione

di FRANCO GIULIANO

BARI - La domanda era: è vera la notizia secondo la quale la Regione Puglia starebbe per condurre una serie di azioni propedeutiche in vista di una possibile ipotesi di vendita e/o fusione di Adp, la società aerportuale controllata quasi interamente (per il 99%) dall’Ente regionale?

Il quesito lo abbiamo girato - così come ci sembrava giusto - all’assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini. Il quale ci ha risposto che «non è lui ad occuparsi eventualmente di questa operazione», che riguarda invece le “aziende partecipate”, la cui delega è nelle mani del presidente Michele Emiliano». Abbiamo allora cercato di capire a che punto è il lavoro avviato da tempo da parte dei vertici della società aeroportuale Adp la quale avrebbe ricevuto l’«incarico» di avviare una serie di azioni atte a capire il valore finanziario ed economico di una società (Adp), il cui bilancio si è chiuso in attivo (1.300.000 euro) e registra un aumento costante del traffico passeggeri che a Bari nell’ultimo trimestre risulta essere del +7%.

L’amministratore di Aeroporti di Puglia, Giuseppe Acierno, dal 2013 alla guida della società che gestisce uno dei più appetibili sistemi aeroportuali del Paese (con i suoi quattro scali potenzialmente strategici non solo sul piano industriale: Grottaglie, per esempio, è da anni la base di uno dei più grandi investimenti nel settore aerospaziale con l’insediamento dell’Alenia e in futuro di una base per l’utilizzo dei droni) e che oggi rappresenta un vero e proprio «fiore all’occhiello per questa Regione che fino a 15 anni fa «non riusciva a volare», ha risposto di non poter dare alcun aiuto per risolvere il nostro questito.

In verità Aeroporti di Puglia, su mandato della proprietà (la Regione) avrebbe affidato, attraverso una gara ad una societa advisor, Deloitte, di valutare il peso economico di Adp al fine di future decisioni. Quali siano queste decisioni, Aeroporti di Puglia non saprebbe dirlo. Ufficialmente, al momento si tratta solo di una indagine per capire «quanto la società vale sul mercato, in vista di scenari che potrebbero riguardare anche la privatizzazione». Una ipotesi questa già valutata anni fa dalla precedente giunta Vendola durante la gestione dell’ex amministratore di Adp, Domenico Di Paola (e inspiegabilmente abbandonata).

Comunque, una notizia questa (dell’affidamento ad un advisor per la semplice valutazione) che se fosse «corretta» sarebbe talmente vecchia che non troverebbe giustificazione, tra gli altri, nei comunicati dei giorni scorsi del coordinatore regionale di Forza Italia, on. Luigi Vitali, del consigliere Borraccino e da Cor-Puglia. Oltre che nelle notizie di stampa, mai ufficialmente smentite.

Alla «Gazzetta» risulterebbe invece che oltre all’incarico affidato all’advisor «Deloitte», Adp avrebbe avuto contatti «riservati» con l’altro advisor, Unicredit, a cui si sarebbe rivolta la Gesac, la società dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, controllata da F2i che nel 2010 ne ha rilevato il 70%. Il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli avrebbe puntato su questo settore con l’obiettivo di creare (attraverso F2i Aeroporti) insieme a Napoli, alla Sea di Milano, alla Sagat di Torino e agli Aeroporti di Bologna, un unico sistema.

Solo ipotesi? O, invece, la procedura affidata a Deloitte da parte di Adp sarebbe già sfociata in una «due diligence», con uno scambio di informazioni sensibili con l’advisor di F2i al fine di individuare un bando pubblico per la privatizzazione, vendita e/o fusione?

Se lo scenario dovessere essere questo (una fase avanzata di interesse e dunque uno scambio di informazioni tra i due advisor) ad essere informati dovrebbe essere prima di tutti l’Enac (Ente nazionale dell’Aviazione civile) che nel 2001 ha affidato ad Adp la gestione totale 40ennale.

Secondo Pierluigi Di Palma, ex direttore generale Enac, il regista nel 2003 dell’affidamento della gestione totale ad Adp «la notizia di una ipotesi di fusione di Adp con Gesac, oltre ai problemi di merito che, evidentemente, penalizzerebbero il turismo in Puglia a favore della Campania, non sarebbe compatibile con il quadro normativo di riferimento sulle gestioni totali ed elusiva delle norme sulle procedure per la scelta del socio privato, paventando anche ipotesi di illiceità della fusione».

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