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OGM, quando il cibo è modificato

A scuola di cucina

Asya Argentieri

Asya Argentieri

Asya Argentieri è una studentessa al secondo anno della Triennale di Scienze Gastronomiche a Pollenzo. L'obiettivo che si prefigge questo blog è quello di far conoscere ogni aspetto del cibo e trasferire la passione della buona cucina non solo a coloro che ne conoscono il lato gustativo. Il cibo infatti, è molto di più di quello che viene rappresentato a tavola e che spesso non viene raccontato. La passione di Asya che per ragioni di studio ora gira il mondo allo scopo di conoscere le diverse culture e i metodi applicati alla cucina «deriva - racconta - anche dal luogo in cui sono nata: la Puglia». «Una regione in cui - aggiunge - nel passato il cibo assumeva particolari significati e che oggi abbiamo perso di vista».

Cosa sono gli OGM?

Cosa significa OGM? Stiamo parlando naturalmente di cibo modificato geneticamente, soprattutto verdure e frutta. Per la legge un organismo geneticamente modificato è “un organismo il cui DNA viene ricombinato in modo tale da essere considerato come un nuovo organismo totalmente differente dal precedente”. Praticamente, gli organismi vengono migliorati nelle caratteristiche per poter essere più resistenti ai predatori e più produttivi. Questo avviene grazie all'inserimento di geni della stessa specie (Cisgenico) o da specie diversa (Transgenico).

Un alimento GM utilizzato in tutto il mondo è il mais MON810, appartenente alla linea Zea Mays, a cui è stato modificato un gene al fine di combattere la perdita delle colture dovuta agli insetti. Si difende producendo una proteina che danneggia gli insetti che cercano di mangiarlo. Questa tipologia di mais è stata modificata transgenicamente.

Il DNA può essere ricombinato tramite due metodi principali: il metodo biologico, ossia grazie all'utilizzo di un batterio, l'Agrobacterium Tumefaciens, capace di lasciare alle cellule interessate una parte del suo corredo genetico, oppure il metodo fisico, cioè “sparando” nella cellula il gene che si vuol cambiare.

Gli obiettivi a cui mirano sono molto positivi e difficili, come massimizzare il raccolto, renderlo il più sicuro possibile e creare una super nutrizione, cioè cibi ricchi di nutrienti. Ma il risultato ottenuto è differente. Ad oggi la FAO ha dichiarato che 750 milioni di OGM sono insicuri, e che l'aumento del raccolto non risolverà la fame nel mondo. Ciò di cui si ha bisogno non è il cibo, ma la giusta dieta, e quindi i nutrienti necessari alla crescita del corpo.

Ma parlando degli OGM viene spontaneo chiedersi se sono presenti sulle nostre tavole a nostra insaputa. In Italia, per fortuna, non ci sono alimenti non lavorati (quindi frutta e verdura) geneticamente modificati e nel caso ci fossero, è obbligatorio avvisare il consumatore ponendolo sull'etichetta. La coltivazione non è vietata, ma lo stato deve essere consapevole di tale coltivazione e dello scopo di essa.

Per concludere, il rischio di impatto delle piante modificate ed i residui del raccolto sui microorganismi buoni del terreno, necessari per il mantenimento delle catene trofiche, è documentato. Lo stesso vale per i sistemi agricoli e per la salute, poiché per il primo avverrebbe un inquinamento genetico che riguarda tutte le piante per la presenza dei pollini modificati, e per la seconda invece aumenterebbe il rischio di infertilità, di allergie e di residui tossici nel corpo.

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