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Giovedì 23 Novembre 2017 | 12:09

Pacco dono? Riprovi

Il Sud al centro

Lino Patruno

Lino Patruno

Sud al centro dell'attenzione di chi gli vuole bene. Sud al centro dell'attenzione di chi lo considera tutto un male. Sud al centro dell'attenzione se l'Italia vuole crescere. Sud al centro dell'attenzione di chi cerca una vita migliore.

Allora abbiamo capito che nascere al Sud è una sfortuna. Ma pensa a cosa ha detto il rapporto Istat dell’altro giorno: un bambino che nasce al Sud vivrà in buona salute 5 anni meno di un bambino che nasce al Centro Nord. E vero che secondo la Teoria del Caos può anche capitarti di nascere in Burundi. Lì però lo sai che sei Burundi. Ma un bambino del Sud nasce in uno dei dieci Paesi più ricchi del mondo, benché uno dei più ingiusti del mondo. E questo scandalo non scandalizza nessuno, fa ormai parte del paesaggio. Anzi eccepire significherebbe fare piagnistei o fare i capricci. Mentre lo Stato dovrebbe garantire parità di prestazioni sia che nasci in Lombardia sia che nasci in Calabria.

A proposito di piagnistei, sentite questa. “I cittadini italiani vogliono sapere perché si è fatta ancòra più profonda la divisione fra Italia settentrionale e Italia meridionale, rendendo sempre più i meridionali cittadini di seconda qualità”. Chissà cosa avrebbe detto Renzi a quel gufo di Pier Paolo Pasolini che lo scriveva nelle sue “Lettere luterane” del 1975. Caro Pier Paolo, quarant’anni dopo continuano a ignorarti anche se ti celebrano tutti. Ipocriti. Come quelli che non parlano neanche più di divario: ora si dice “differenziale negativo molto allargato”.

Qualcuno lo spieghi al bambino nato al Sud. Che non avrà neanche l’asilo nido pubblico a causa del differenziale negativo molto allargato. Però ora arriva il Masterplan. Anzi doveva arrivare, come si è accorto il presidente pugliese Emiliano quando è andato a Roma a ritirare il pacco dono. Quest’anno niente, spiacenti, ripassi. Ma chi glielo dice al bambino? Onestamente, qualcosa ci sarà. Esempio, 154 anni dopo l’unità d’Italia, una ferrovia diretta per unire anche le due principali città del Sud, Napoli e Bari. Un po’ di ritardo, succede. Poi qualche strada qua e là. Ma scusi, perché il terzo aeroporto intercontinentale dopo Roma e Milano si progetta a Venezia e non al Sud che è così isolato? Perché non Napoli la cui area metropolitana ha tre milioni e mezzo di abitanti mentre Venezia è, diciamo, più ridottina e poi già a due passi da Milano? Che domande: perché Venezia è al Nord e Napoli al Sud.

Comunque, il sedicente Masterplan si picca perlomeno di costringere il Sud a spendere i soldi europei. Quello stesso Sud di Sicilia, Calabria e Campania cui era stato impedito di spenderli scippando loro la quota che spetta allo Stato aggiungere. E poi, scusate, prima di dirmi che non spendo i soldi europei, tu Stato mi devi dire perché non spendi al Sud i soldi italiani come fai nel resto d’Italia. Per gli asili nido, per esempio. Per la sanità. Per l’assistenza domiciliare. Per i pendolari. Per le università, facendo così di tutto per far emigrare gli studenti al Nord. E per le scuole: vedete la scritta “Col contributo del fondo sociale europeo” davanti alla elementare di vostro figlio. Ma come, neanche le scuole possiamo avere dallo Stato italiano? Sud, zona a diritti limitati. Zdl. Allora uno davvero si fa domande. Perché ciò che altrove si fa con i soldi nazionali (quindi anche con le tasse dei meridionali) al Sud si può fare solo con i soldi europei? E se non ci fossero? Non è che sono un alibi, un diversivo per rivoltare la frittata? Per nascondere le responsabilità dell’ingiustizia, anzi il differenziale negativo molto allargato? Non è che sono un’arma di distrazione di massa per rispondere ai meridionali che pretendono anch’essi le scuole?

Dalla Cassa per il Mezzogiorno ai fondi europei, al Sud sempre un intervento straordinario senza l’o rdinario. Al tempo. Il Sud spera che al misero pacco dono del Masterplan si aggiunga il bonus per le assunzioni (costi minori per chi assume) e un premio fiscale a chi investe. Chissà se verranno, il meteo dà aria variabile. Ma sono fondamentali per riparare a tutto ciò che al Sud non c’è e non incoraggia certo ad assumere o investire. Incentivi per riparare ai disincentivi. E questo, sia chiaro e si ripete, nell’interesse di tutta l’Italia: che, se si fa crescere il Sud, diventa una Germania.

Nel frattempo, impazzano sulla tv pubblica (quindi anche col canone dei meridionali) le fiction che rappresentano il Sud tutto mafia e camorra. Ormai Gomorra ha più serie dell’agente 007. Ambientano invece a Roma “E’ arrivata la felicità”: a Roma, capito? Mai, è stato giustamente scritto, un servizio sulla raccolta differenziata record in Irpinia. Sì, Irpinia, letto bene. E mentre anche il Sud finisce per subìre tanto i suoi accusatori da dare la colpa di tutto alle proprie classi dirigenti (che pur ne hanno, ne hanno). Ne hanno anche di contare poco nell’Italia dei poteri forti altrove. La presidenza della Conferenza Stato-Regioni è passata dal Piemonte all’Emilia Romagna, quella dei Comuni da Reggio Emilia a Torino, quella delle Province da Torino a Vicenza. Dalli tu a piangere, bambino del Sud.

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Commenti all'articolo

  • vonschi9

    25 Marzo 2016 - 16:04

    "Il bambino del sud nasce nel decimo paese più ricco al mondo , ma anche nel più ingiusto al mondo." Basta questa frase per capire in quale voragine di autolesionismo, ignoranza,, piagnisteo infame, in quale NIMBY colossale e totalizzante una persona pur colta ed intelligente come Lino Patruno si va a cacciare. Con questi concetti non si va da nessuna parte, tantomenosi migliora.

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